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Molte le possibilità
di raggiungere Miami dall’Italia, nei periodi di alta stagione (noi
siamo stati a Natale 2003 e Capodanno 2004) non è sempre facile trovare
una combinazione economica, la più probabile è con Iberia da Madrid
(circa 650,00 Euro volo A/R dall’Italia a Miami). Abbiamo volato con un
Boeing 747 (Jumbo) completamente pieno ed il volo di circa 11 ore, su un
aereo ormai “datato” con sedili scomodi e video visibile solo da pochi
posti, sembra veramente interminabile.
La “fatica” del viaggio viene ripagata dallo spettacolo di Miami
dall’alto durante l’atterraggio all’aeroporto internazionale. La fascia
di isole che corre parallela alla costa paludosa è un susseguirsi di
ville, ponti, canali e grattacieli che si stagliano sulla spiaggia
bianca esposta alle onde dell’Atlantico.
Visto il periodo a rischio di attentati, ci ha sorpreso constatare che i
controlli personali e sui bagagli sono piuttosto sommari; restano invece
al limite del paranoico quelli dei documenti e del modulo di
immigrazione, con domande assurde tipo: “Vieni in USA con intenti
criminali? Sei pedofilo? Sei stato nazista? …”, sette domande alle quali
viene ordinato di rispondere con sincerità , ribadendo però che
rispondendo “YES” anche una sola volta verrà negato l’accesso negli
Stati Uniti.
Un’altra assurdità è la richiesta di specificare “l’esatto” indirizzo di
residenza negli Stati Uniti; nel Paese “On the Road” chi non ha o non
ricorda un recapito è costretto ad “inventarne” uno chiedendo
suggerimenti ad altri viaggiatori o a qualche impiegato (ovviamente non
americano, perché gli americani pensano realmente che, per la sicurezza
della Patria sia indispensabile fornire questa informazione, come se
eventuali attentatori potessero avere difficoltà a soddisfare tale
richiesta).
Superati i controlli e ritirati i bagagli, abbiamo raggiunto il desk
dell’AVIS e una volta sbrigate le pratiche (un po’ lunghe), siamo andati
a prendere il pulmino (con tre scomodi gradini da “scalare”) che ci
avrebbe portato fino all’area di sosta delle auto AVIS (grande come una
cittadina).
Avevamo prenotato (e pagato 403,90 Euro per 15 giorni) un’auto tipo “subcompact”,
ci hanno dato una Chevrolet Cavalier, un macchinone (per i nostri
standard) di 4,70 metri con cambio automatico, sofisticato impianto
hi-fi, ma senza chiusura centralizzata e senza finestrini elettrici. E’
necessario prendere un po’ di confidenza con la macchina e con lo stile
di guida americano che ad esempio prevede di non cambiare mai corsia.
Sulle superstrade la segnaletica non è delle migliori, posta proprio a
ridosso degli svincoli e con frecce poco chiare sulla direzione da
prendere (soprattutto per il fatto che le uscite possono essere sia a
destra che a sinistra); i pedaggi, “toll”, sono piuttosto frequenti nei
dintorni di Miami.
Alle 18:30 era già buio ed abbiamo trovato molto traffico (anche a causa
di un incidente), e così, seguendo la “Interstate 95” verso Nord,
abbiamo raggiunto il nostro albergo a Pompano (50 Miglia a Nord di
Miami) in circa 2 ore.
Lungo la strada costiera grandi condomini da vacanza e piccoli alberghi
si alternano a zone residenziali isolate con splendide ville; tutti,
comunque, illuminati da moltissimi addobbi natalizi: palme illuminate,
prati con slitte e renne luminose e pupazzi di neve o babbi natale
gonfiabili, balconi e finestre con centinaia di lampadine colorate a
forma di stelle e alberi di natale. Una vera “americanata” che per noi
turisti è stata però una gradita sorpresa che ci ha subito contagiati.
Miami è una città dai grandi contrasti: grattacieli soprattutto nella
zona insulare nord e sud addossati alla bianca spiaggia bagnata
dall’Oceano Atlantico; nella zona centrale i quartieri più vecchi, tra
cui l’area recuperata del quartiere “Decò” e le malfamate Little Haiti e
Little Havana, contendono la terraferma e le piccole isole a splendide
ville con grandi giardini che arrivano fino ad imbarcaderi privati dove
spesso stazionano yacht da sogno (fantastica la zona di Pine Island).
Le passeggiate a piedi sono consigliate soprattutto nel quartiere “Decò”,
veramente molto bello con case tutte colorate, locali di ogni tipo e
negozi stravaganti, e poi sulla spiaggia di South Beach seguendo Ocean
Drive. Qui, dopo la zona “storica” ci sono condomini lussuosi alti non
meno di 20 piani costruiti direttamente sulla spiaggia e sulla stessa
spiaggia il tratto più lontano dall’oceano è praticamente una strada
dove si “passeggia” in automobile.
Il traffico è normalmente intenso ma scorrevole, nel periodo delle
vacanze natalizie dalle 18.00 letteralmente impazzisce; i punti più
critici sono i numerosi ponti che vanno dalla terraferma alle lunghe
isole costiere (alcuni con pedaggio). Altra zona da visitare all’estremo
sud è l’isolotto di Biscaine pieno di verde (ponte a pagamento).
All’imbrunire la città si è accende di infinite luci colorate e
specialmente nella zona di Downtown (la zona degli affari all’estremo
sud) i grattacieli ed i ponti illuminati anche dagli addobbi natalizi
offrono uno spettacolo mozzafiato.
Lungo “Ocean Drive”: i ristoranti ed i locali “risuonano di musica e
risplendono di luci”; sempre più limousine a volte veramente
interminabili, nascondono i loro passeggeri dietro vetri specchiati; i
primi nottambuli vestiti nei modi più eccentrici e alla moda fanno la
loro apparizione. Così Miami si prepara a vivere una delle sue famose
notti di divertimento e trasgressione !
Molto più rilassante e pulita la cittadina di Fort Laudardale, 25 miglia
a Nord di Miami, con la bellissima ed elegante zona di Las Olas.
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