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1000 GALLONI SUL GOLDEN GATE
Tenderloin: La nostra prima serata a San Francisco
merita un accenno. Da bravi turisti italiani la passeggiata “in centro”
è d’obbligo: è il modo migliore per ambientarsi in una città nuova!
Peccato che le città americane non abbiano un centro come lo intendiamo
noi e San Francisco non fa difetto. Decidiamo di incamminarci lungo
Market Street, via dello shopping, dei negozi fighi, che passa per il
Financial District giù giù fino al Castro. Oltrepassata Union Square,
dove si concentrano le maggiori catene d’alberghi internazionali,
cerchiamo un fast food per rifocillarci ed assaporare lo spirito U.S.A..
Market Street comincia a farsi un po’ meno attraente: locali porno da
quattro soldi, spacciatori agli angoli delle strade e parecchia gente un
po’ alticcia nonostante siano solo le nove di sera. Il dubbio comincia a
insinuarsi,ma che fare ormai? Decidiamo di mangiare un hamburger e
tornar in albergo:peccato che quell’hamburger non abbiamo potuto finirlo
perché nel frattempo è scoppiata una rissa nel locale! Ce la diamo a
gambe e solo più tardi scopriamo che il Tenderloin di cui avevamo letto
sulla nostra Lonely sta proprio in pieno centro!! Occhio!
In bicicletta: Non è il mezzo più indicato per visitare San Francisco,
perché la città è un continuo saliscendi. C’è però una zona pianeggiante
che si estende da Fisherman’s Wharf fino a Ocean Beach: ci si ritrova in
mezzo a uomini, cani, gatti, bambini che corrono con l’immancabile Ipod
fissato sul braccio (siamo nella patria di Apple!) e surfisti che
sfidano le onde nei pressi del Golden Gate Bridge. Superato il ponte si
raggiunge un porticciolo tranquillo, con delle bellissime case che si
affacciano sulla baia:Sausalito. Una piccola oasi a qualche miglio dalla
città. Consiglio per i più sportivi:da Sausalito proseguite per Marin
Peninsula. La strada non è asfaltata, si fa una gran fatica a superare
le prime colline, ma lo spettacolo è superlativo. Vallate verdi, con
possibilità di incrociare qualche daino (!!) sul percorso e aquile sopra
le vostre teste. E una volta arrivati in cima: una superba vista sul
Golden Gate e sulla città di San Francisco. Portatevi la macchina
fotografica: ricoperti dal fango del fuoripista, con il ponte alle
vostre spalle, l’effetto sugli amici è garantito!
Alamo Square: è un luogo da cartolina. Nel senso letterale del termine:
ci sono 4, 5 casette vittoriane dai colori pastello e una vista dello
skyline della città che vengono immortalati sulla metà delle cartoline
in vendita. Da vedere, soprattutto nel week-end quando gli abitanti del
quartiere portano gli animali al parco: la metà dei cittadini di San
Francisco possiede un cane e sembra si concentrino qui per buona parte!
La questione degli animali domestici è talmente sentita che alle ultime
elezioni per l’elezione del sindaco uno dei temi più dibattuti è stato
la possibilità o meno di far scorrazzare gli amici a quattro zampe nei
parchi pubblici.
Messa: Se la vostra fede è un po’ in crisi andate in Ellis St. 330
domenica mattina alle 9. Si tratta di una chiesa metodista e
dopo
averci messo piede… beh vi chiederete perché non vi abbiano mandato al
catechismo dai metodisti!! All’ingresso una lunga fila: tantissimi
ragazzi, tutte le possibili etnie sono qui raccolte. Tutti ti salutano e
cercano di instaurare un dialogo. C’è il signore di mezza età
bianco-super obeso-sempre pronto al sorriso, il travestito di colore, la
famigliola felice con 5 pargoli al seguito. La prima
ora della
funzione è dedicata ai canti gospel: sull’altare compaiono le parole dei
testi delle canzoni e se siete intonati (!!) provate a cimentarvi in
questa sorta di mega-karaoke! E’ impossibile non farsi coinvolgere: la
gente si abbraccia, si prende per mano, mentre il coro con la band danno
il meglio. La funzione vera e propria dura circa un mezz’oretta con
annesso defilé di magliette e cappellini per l’autofinanziamento della
comunità. E alla fine, se vi è venuta fame, vi offrono pure il brunch!
Orso Yoghi: all’ingresso dell’Henry Cowell RedWoods State Park, (situato
a sud di San Francisco in direzione Santa Cruz e raggiungibile in
automobile percorrendo la statale 1), trovate il ranger dell’orso Yoghi.
E’ proprio lui:vestito di verde, con il cappellino e la targhetta
appuntata sul petto. Non ci si sbaglia. E soprattutto pronto a
dispensare consigli su come visitare al meglio il parco, che si
caratterizza per le sue mastodontiche sequoie. Un tempo questa varietà
di piante cresceva in diverse aree del pianeta. Oggi, per via degli
sconvolgimenti climatici, sopravvivono solo in zone dove siano
disponibili grandi quantitativi d’acqua: per vivere ne hanno bisogno di
mille galloni al giorno! Il parco dispone di un centro visitatori. E’
gestito da volontari che non vedono l’ora di snocciolarvi qualche dato
sbalorditivo: l’albero più alto,il più vecchio (si parla di duemila
anni!), il più ammirato, il più odiato e così via nella mania americana
di collocare tutto quanto in una top ten. Si possono affrontare diversi
percorsi, a seconda del tempo che si ha a disposizione. Quello più
breve, da 0,8 miglia, consente di avere un’idea del fragile ecosistema
in cui vivono piante di dimensioni così impressionanti: raggiungono i
300 piedi d’altezza, come una Statua della Libertà al naturale.
Pigeon Point Lighthouse: sempre lungo la statale 1 in direzione Santa
Cruz. E’ un posto strano, per chi desidera vivere una giornata di serena
solitudine. Un faro con intorno una serie di staccionate dal bianco
candore, un punto panoramico per osservare i leoni marini, la costa
rocciosa che cade a picco nell’oceano e… un ostello dove si può
pernottare! Spartano, ma sicuramente d’atmosfera!
Ago e filo: Beadissimo è un negozietto-chic in Valencia St 1051. E’
situato nel Mission, il quartiere degli immigrati sudamericani. Scopo
ultimo della visita in questo negozio è creare una collana, orecchini,
chincaglieria d’ogni genere, ma personalizzata. All’ingresso vengono
consegnati dei contenitori con scritto: “se ritieni che il prezzo di
questo prodotto sia eccessivo, scrivi qui sopra quello che ti sembra
giusto”(!). Si possono così acquistare tutti i pezzi necessari per
crearsi il proprio oggetto: spaziano dal vintage, all’etnico, alla moda
anni ’70. A questo punto arriva la cosa più divertente: il personale del
negozio si mette a disposizione per aiutarti con aghi e fili nel caso tu
abbia una scarsa manualità. Ci si può passare 10 minuti come un’intera
mattina!
Beach Blanket Babylon: A Union Square trovate il TIX Bay Area, dove si
possono acquistare biglietti per gli spettacoli della sera stessa a metà
prezzo. E’ probabile troviate in cartellone lo spettacolo Beach Blanket
Babylon: il musical più longevo della storia di San Francisco(un po’
come Cats o il Fantasma dell’Opera a Brodway)! Son ormai tre decadi che
viene proposto al Club Fugazi, tanto che una via adiacente il teatro ha
preso il suo nome. E’ un mix di satira politica e buona musica: filo
conduttore
dello spettacolo è la ricerca di un fidanzato per la
povera Bianca Neve. Le verrà sottoposto anche un pretendente italiano e
gli stereotipi fioccano alla grande. Tuttavia la cosa che più colpisce
sono i costumi e in particolare i cappelli: delle vere opere d’arte, ve
n’è addirittura uno che riproduce i principali monumenti di San
Francisco.
L’università: Berkeley, posta nella baia di San Francisco, si raggiunge
facilmente con il sistema ferroviario Bart. E’ l’ideale se si vuole
assaporare la vita del campus universitario. Ha circa 30mila studenti,
in buona parte provenienti da Cina, Giappone e Corea, tutti orgogliosi
di sfoggiare t-shirts e cappellini con lo stemma dell’università. Il
“campanile” domina l’intero campus: è stato costruito ispirandosi a
quello della basilica di San Marco! Il complesso universitario è
inserito in un grande parco ed è piacevole passeggiarvi seguendo le orme
degli orsi… è l’animale simbolo di Berkeley!
Solo due fast food in città, che si vanta di essere una delle capitali
culinarie della California. Il locale Chez Panisse vanta di aver dato
origine a questa tradizione, sapendo sfruttare al meglio i prodotti
della terra californiana.
Oh Castro: è l’enclave omosessuale della città. Sa di ghetto, ma è
sicuramente pittoresco. Ci si arriva con la linea F, quella dei tram
storici: se si è fortunati ci si ritrova su un tram di Milano con
affisse ancora le pubblicità in italiano. Una grande bandiera arcobaleno
sventola in mezzo alla strada: è ora di scendere. Dal dentista al
panettiere qui si è tutti rigorosamente e orgogliosamente gay.
Interessante le rassegne cinematografiche del Castro Theatre, che
richiamano cinefili da tutta la città.
!E i 1000 galloni?Beh è la quantità di vernice che settimanalmente viene
usata da 10 “imbianchini acrobati” per ridipingere il Golden Gate. Che
popolo esagerato!
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