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IL DIARIO DI CRISTIANO |
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LAS VEGAS
LAS VEGAS Quello del soggiorno non è certo un problema qui; se si vuole risparmiare fino all'osso (8 -10$ a persona), ci si può accontentare di uno dei numerosi motel che circondano la città (ce n'è uno gestito da una signora italiana proprio di fronte al Luxor); naturalmente non ci sono troppe comodità, ma camere e bagni sono pulite e, d'altronde, a Las Vegas solo di una cosa non si può fare a meno: di un condizionatore (ASSOLUTAMENTE necessario, specie di giorno, quando il sole picchia non poco). Se poi non ci si accontenta ma si vuole qualcosa in più, i mega alberghi a tema che caratterizzano la città sono tutti disponibili ad un prezzo inferiore a quello che si potrebbe apparentemente pensare (anche 25, 30$ - a meno che non scegliate pacchetti di soggiorno particolari tipo extra-lusso); d'altronde l'intento è chiaro: attirare il più possibile i clienti con prezzi popolari, per poi "succhiar loro il sangue" con i casinò. La città è strutturata molto semplicemente: la via principale, il Las Vegas Boulevard, la cosiddetta "strip", ne rappresenta il cuore
pulsante. E' una strada rettilinea ai lati della quale sorgono tutti gli
alberghi, le sale di gioco, i locali principali; un autobus fa su e giù da
un albergo all'altro, ma la strada è lunga poco più di qualche chilometro
ed è possibile, nonché consigliabile, farsela tutta a piedi.In merito alle attrazioni, beh, qui a Las Vegas c'è solo l'imbarazzo della scelta; se volete farvi un giro su qualche giostra, imperdibile è quella posta alla cima della Stratospehere Tower, una montagna russa situata ad un centinaio di metri di altezza (tanto per aggiungere brivido a brivido); la fila è tanta, ma l'effetto è garantito (in alcuni momenti si è letteralmente sospesi nel vuoto). Per i più giovani (cioè coloro che non possono entrare nei casinò) c'è un una mega sala giochi proprio vicino al MGM Grand, uno degli alberghi più grandi (3 piani pieni di ogni videogioco possibile ed immaginabile: da delirio). Per gli amanti della trasgressione ci sono poi locali per tutti i gusti (noi non abbiamo provato, ma durante le nostre passeggiate per la città abbiamo ricevuto proposte di ogni tipo, una cosa pazzesca, oltre che abbastanza squallida e volgare). Ma, è chiaro, Las Vegas è la città del gioco; si gioca dovunque, nei bar, nei locali e, naturalmente, nei mega alberghi, ognuno con una propria caratteristica: tanto per citarne qualcuno ricordiamo, oltre al Luxor (con la già citata piramide ed una sfinge a grandezza naturale all'ingresso), il MGM Grand (caratterizzato da una cascata all'ingresso ed un lunghissimo corridoio centrale, strapieno di centinaia tra macchinette, slot-machine e tavoli, tutti rigorosamente pieni), il Bellagio (con un laghetto artificiale che ogni tanto genera degli spettacolari giochi d'acqua), l'Excalibur (ispirato all'epoca medioevale), il Venezian (caratterizzato da perfetta ricostruzione del Canal Grande, del ponte dei sospri e con un annesso Museo delle Cere), il Caesar's Palace (a mio parere il più bello di tutti, spettacolare con il suo stile ispirato all'antica Roma) e poi ancora il Paris, il Tropicana, lo Stardust, l'Imperial, il Sahara, il New York, il Flamingo, il Mandala Bay e tanti altri ancora, ognuno con la propria caratteristica, ognuno particolare, tanto che è impossibile soffermarsi su tutti. Noi li abbiamo visti, abbiamo girato (per quanto possibile in due giorni), abbiamo giocato (il sottoscritto si è portato a casa 94$), ma, soprattutto, ci siamo divertiti come pazzi. Siamo nel regno del kitch (e, a volte, del cattivo gusto, diciamolo pure), ma è indubbio che tutto è così faraonico, così grande che non si può non rimanere affascinati di fronte a questa città unica al mondo. Las Vegas è stata definita la città
che non dorme mai: è verissimo! Negozi aperti 24h su 24,
traffico alle 4 di notte come neanche al centro di Roma all'ora di
punta. |
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