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LE MILLE LUCI DI NEW YORK
Ora che la Grande Paura è passata,
New York torna ad essere una città
da visitare.
Essere qui è un po’ come sentirsi al centro del mondo, protagonisti di
un film psichedelico in cui la pellicola scorre a folle velocità. La
Grande Mela è senza ombra di dubbio la Città per eccellenza, regina dei
contrasti: in pochi minuti si passa dalla miseria disperata di alcuni
angoli di
Harlem alla tracotanza in
acciaio-vetro dei grattacieli che sfidano un cielo che appare sempre più
basso e a portata di mano.
NY è il luogo in cui è possibile
compiere ogni tipo di esperienza: si può mangiare, comprare, bere,
visitare, ascoltare, leggere di tutto.
Ogni pulsione dell'animo umano può trovare la
propria soddisfazione. Per mettere un poco d’ ordine in questo caos
variopinto si può scegliere, il pomeriggio, di compiere un itinerario
culturale, e dedicarsi in serata agli appuntamenti mondani: gli
appassionati di arte non possono mancare il
Guggenheim Museum, progettato dal
grande architetto
Frank Lloyd Wright.
L'architettura stessa del museo è un'opera d'arte, con quella sua
struttura che richiama il guscio in crescita di una conchiglia marina:
all'interno le più famose opere degli artisti contemporanei, da Picasso
a Magritte, da Modigliani a Matisse. Una vera festa di stili, pitture,
sculture, tele e manifesti. Non lontano dal Guggenheim, tra
l'ottantaduesima e la q uinta,
sorge il Metropolitan Museum of Art
: un enorme contenitore di oggetti d'arte, dagli Egizi ai giorni nostri.
Oltre a sculture, decorazioni, costumi, si possono ammirare più di
tremila dipinti europei.
Tra la cinquantreesima e l'undicesima ovest, e quindi sempre sul
limitare di Central Park, il polmone
verde di New York, c'è il cosiddetto
"Moma",
Museum of modern art: le opere esposte appartengono in
gran parte al periodo moderno e contemporaneo. Visibili anche
realizzazioni fotografiche e di design e grafica industriale.
Per restare in tema (New York è crogiuolo delle manifestazioni
artistiche più disparate, dal teatro alla pittura, dalla musica alla
danza) si può fare un salto a
Soho (che sta per South of
Houston Street), quartiere trendy, la Montmartre americana, dove gli
artisti hanno trasformato i capannoni industriali dismessi in gallerie,
appartamenti ed ateliers (i cosiddetti "loft"). Soho ha ormai
soppiantato
Greenwich Village come luogo
anticonformistico e alternativo, melting pot
di esperienze e razze diverse.
La mescolanza è uno dei tratti caratteristici di NY: non si può non
visitare Chinatown, il quartiere cinese. L'impressione è di trovarsi nel
distretto Wan Chai di Hong Kong, tra lustrini, Buddha, pesce, mercatini,
e persone che parlano quasi esclusivamente dialetti orientali. Può così
capitare di acquistare un orologio Bulgari per 50 dollari, mangiare cibi
dai sapori improbabili, assistere a manifestazioni pirotecniche
estemporanee (sembra che Chinatown sia l'arsenale di fuochi artificiali
più fornito del pianeta). E a proposito di etnie (tutte presenti a New
York), forse non tutti sanno che la vera
Little Italy non si trova a
Manhattan, ma nel quartiere del Bronx, tristemente famoso perchè area
fortemente degradata, nella zona chiamata Belmont: qui sembra di
passeggiare nelle vie del centro storico di Napoli, e si respira un'aria
davvero di "casa nostra". D'obbligo mangiare qualcosa al ristorante
Dominick's o dare un’ occhiata al mercato di Arthur Avenue. Dalla
strada, dal ground floor, l'occhio del visitatore si perde a contemplare
la vertigine dei grattacieli. Lo
skyline di New York è davvero
unico, anche oggi che al posto delle Twin Towers c'è il "buco" di Ground
Zero: sia scendendo in aereo sia durante un romantico giro, magari
serale, in battello (numerose le proposte, con tante linee) non si può
non restare colpiti dall'Empire State Building e dagli altri edifici che
si sfidano in altezza l'uno con l'altro a riempire il cielo di riflessi
metallici. E come dimenticare poi la
Statua della Libertà, vero
simbolo di New York e, più in generale, degli Stati Uniti d'America?
Passando da questi paraggi non può mancare una visita al Museo
dell'Immigrazione di Ellis Island: una galleria commovente di oggetti ed
effetti personali che gli immigrati hanno dimenticato o dovuto
abbandonare prima di tentare la scalata al "sogno americano".
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