San Francisco
27 Luglio: Il tanto atteso giorno della partenza è arrivato. Sveglia
ore 4:45, la nottata è stata per me insonne, trascorsa tra eccitazione, pianti e
mille paure. E´ la prima volta che vado via da casa per così tanto tempo, in un
posto lontano, io e Andrea da soli... speriamo non ci siano problemi... non ho
nemmeno mai dormito in tenda e nei prossimi giorni mi attendono 6 giorni di
campeggio. Mah!
Partiamo da Firenze (con due valigie-trolloni da 24 kg l´una) con volo Lufthansa
alle 7:10. Dopo un ora e cinquanta siamo a Francoforte. Dobbiamo aspettare circa
3 ore e mezzo per il volo che ci porterà a san Francisco. Cosa facciamo mi
chiedo? Ci pensano quelli dell´aereoporto: gira e rigira per capire dove fare la
carta di imbarco, dove mostrare i passaporti. Ci dicono qualcosa in inglese. Io
non capisco nulla (si inizia bene), Andrea qualcosina. Comunque ce la facciamo e
saliamo a bordo. Emozione!
L´aereo è bellissimo, mai stata in uno così grande, abbiamo cuffie e tv (in
inglese naturalmente), cuscino, coperta (c´è un freddo che si gela nonostante
indossi il pile). Il pollo alla tedesca che ci portano per pranzo non è male:
sarà la fame o il fatto che mangiando si passa il tempo e quindi tutto è buono.
Undici ore però sono interminabili: mi si intorpidiscono le gambe, mi viene il
torcicollo per l´aria condizionata, i seggiolini sono scomodi.
Proviamo a
dormire, Andrea mi dà pure un sonnifero (potente, dice), ma niente, non dormo
nemmeno un secondo. Sono eccitata: un mondo nuovo mi aspetta... ancora 6 ore...
ancora 5 ore e 20...4 e 35...Mi sto congelando, la gente è tutta imbacuccata.
Qui ci vogliono ibernare! Finalmente la cena (buona): hot dog, macedonia,
strudel.
Poi inizia la fase di atterraggio. Ci siamo! Sembra di atterrare sull´acqua!
Tocchiamo il suolo della California quando il mio orologio segna le 24:15, qua
però sono solo le 15:15. Prendiamo subito la macchina a noleggio (io non posso
guidare se non con un sovrapprezzo, infatti non ho ancora 25 anni) e ci
dirigiamo verso Lombard Street dove si trova il motel (Econolodge) che abbiamo
prenotato su internet. Che casino di macchine, che file, eppure hanno strade a 6
corsie! Per fortuna non guido io. C´è una gran nebbia, sembra di essere a
Milano, e un vento che porta via. L´alloggio non è male, c´è pure il forno a
microonde, il frigo e la macchina per fare il caffè lungo con le bustine di the,
caffè e zucchero. Appena fuori c´è un supermercato che ha un´infinità di cibi
pronti per il microonde. Ne prendiamo uno, così la cena è rimediata. Poi a
nanna!
28 Luglio: Ci svegliamo alle 3 (per noi è mezzogiorno) e aspettiamo
che arrivi giorno. La mattina presto la città è semideserta. Percorriamo le
stradine che ci portano a Fisherman´s Wharf, ci sono le casette tutte colorate
che a me piacciono tanto e si vedono le famose strade dritte e ripide
caratteristiche di San Francisco, viste in tanti film. A giro ci sono solo degli
americani a fare jogging e ad andare in bici. C´è anche qualche pazzo che nuota
nelle freddissime acque della baia (io ci ho infilato una mano per toccare per
la prima volta l´acqua del pacifico e sono rimasta congelata). Dalle nebbie
vediamo uscire per la prima volta la sagoma inconfondibile del Golden Gate. Che
emozione!
Arriviamo a Fisherman´s Wharf e prendiamo subito la barca che fa il giro della
baia passando sotto il Golden Gate e ci permette di ammirare San Francisco dal
mare. La vista è unica. Rientramo dal giro in barca e giriamo un po´ per
Fisherman´s Wharf. Questa è una delle zone più famose della città ed è veramente
graziosa. Abbiamo fame e prendiamo del granchio fritto (tipico della zona) e
panino con la polpa di granchio dalle bancarelle che si trovano di fronte ai
ristoranti e danno da mangiare a prezzi assai più contenuti di questi.
Percorriamo il molo Pier 39 dove oltre ai numerosi negozi di souvenir vediamo
anche i leoni marini, che fanno un rumore incredibile e se ne stanno a prendere
il sole incuranti dei turisti che poco lontani stanno a guardarli.
Nel pomeriggio facciamo la visita al carcere di massima sicurezza Alcatraz. La
visita è assai bellina e originale. Ci forniscono le cuffie e un nastro in
italiano che ci indica cosa fare, dove andare, dove fermarci, spiegandoci tutto
in maniera assai divertente. Hanno reso un carcere un´attrazione turistica!
Siamo stanchissimi e così ci dirigiamo sulla strada di ritorno. Facciamo però
una piccola deviazione per vedere la tortuosissima parte iniziale di Lombard
Street (immortalata da decine di film). Poi a letto presto, il fuso e la
giornata di oggi mi hanno spezzato!
29 Luglio: Continuiamo la visita della città. Prendiamo la Cable Car
(il famoso trammino di San Francisco) che ci porta fino in cima a Union Square.
Visitiamo il Financial District con la Transamerica Pyramid, alcuni centri
commerciali (dove scopriamo che le Polo che da noi vendono a 150 mila qua
costano 20$ con la vita che costa il doppio che da noi) e Chinatown. Mi piace
davvero tanto questa città, così caratteristica con le sue strade dritte e
ripide, un continuo saliscendi. Ha un´atmosfera così allegra e colorita anche se
il clima non è dei migliori (c´è sempre nebbia). Ci sono tanti negozi di
souvenir però non compro niente, siamo ancora all´inizio e ci sarà tempo per
fare spese.
Andrea vuole concludere questa giornata vedendo il tramonto sulla città.
Prendiamo la macchina e oltrepassiamo così il Golden Gate. Vi sono delle
postazioni panoramiche dalle quali possiamo vedere tutta la baia. Fa però un
freddo cane e c´è un vento che porta via, io non scendo nemmeno di macchina,
Andrea invece fa un po´ di foto. Decidiamo di fermarci a Sausolito, qua la
temperatura è più accettabile. Sausolito è un piccolo paesino dove i ricchi
hanno costruito la loro villetta sul mare. Vorremmo cenare lì ma vediamo un po´di
prezzi e desistiamo... troppo per le nostre finanze!
Parco delle Sequoie, Death Valley, Las Vegas
30 Luglio: Sveglia presto e partenza per il Parco delle Sequoie. Prima
di uscire da San Francisco ci togliamo lo sfizio di scendere le tortuose curve
di Lombard Street in auto. Da qui una lunga strada ci attende prima di arrivare
al parco delle Sequoie. Una stradina di montagna ci porta nel parco e ci conduce
fino a Grant Grove dove vediamo il General Grant Tree, un albero enorme e
vecchissimo, e altre sequoie enormi. Sono altissime, veramente imponenti, mi
sento piccina piccina al loro confronto. Andrea che adora i boschi e gli alberi
è estasiato dalla visione e non vorrebbe venire più via. Da qui ridiscendiamo
fino alla Giant Forest, dove si trova il General Sherman Tree, l´albero più alto
del mondo (80 m, è grande come il campanile di Giotto a Firenze). Ripartiamo. Il
parco non finisce più, percorriamo la foresta per miglia e miglia e non abbiamo
più nemmeno troppa benzina. Speriamo di trovare presto un distributore!
Finalmente all´uscita del parco ecco il tanto atteso distributore. Facciamo il
pieno e continuiamo in direzione Lone Pine, l´idea infatti è di avvicinarsi il
più possibile alla Death Valley, sulla strada ci fermiamo e compriamo un
cocomero. Non si arriva mai, la strada è di montagna e si sta facendo buio.
Forse è meglio fermarsi a Jonsdale ci diciamo. Ma non arriva nemmeno lui.
Comincio a non essere più tanto tranquilla, sono già le nove e siamo spersi in
una stradella nel bel mezzo di una foresta (che Andrea continua a definire
fantastica, io meno). Mi viene da piangere. Finalmente un paese, anzi una casa,
anzi un ristorante: Ponderosa Lodge. Forse hanno una camera. Sì! E´ la salvezza.
Che posto sperduto, c´è solo gente con le pellicce con la coda sulla testa, come
si vede nei film dei cacciatori di orsi. Passiamo la notte qui, chi l´avrebbe
mai detto? Sempre meglio che in macchina in balia degli orsi! A conclusione di
questa giornata ci mangiamo mezzo cocomero a testa! Sono salva! Ma che fatica!
31 Luglio: Che notte terribile che ho passato! Non sono riuscita a
dormire qua come farò in campeggio? Ci mettiamo in viaggio alle 6:30, vogliamo
arrivare alla Death Valley col fresco! Per più di tre ore non vediamo che
foresta e bosco, bosco e foresta. Andrea è estasiato, a me sembrano solo alberi!
Improvvisamente in mezzo di strada un orso! Non facciamo in tempo ad accorgersi
della sua presenza che è già scappato!
Alberi, alberi,...non ne posso più. Da stamattina non abbiamo ancora incrociato
nessuno.
Mi addormento per un´oretta. Quando mi risveglio e il panorama è completamente
cambiato. Non più alberi ma solo qualche pianticella secca e i Joshua tree,
davvero graziosi. Inizia il deserto. La temperatura comincia ad alzarsi e il
paesaggio comincia a farsi più interessante. In circa 4 ore siamo scesi da
tremila metri a poco più del livello del mare passando dalla foresta al deserto.
Ancora un´oretta di auto e troviamo l´indicazione per la Death Valley.
Entriamo nella Valle della morte verso a mezzogiorno! Beh! Proveremo l´ebrezza
dei 50 gradi all´ombra! Di ombra veramente proprio non ne ho vista i gradi
invece non mancano. In macchina si sta bene, abbiamo l´aria condizionata, ma
basta aprire i finestrini per sentire un´aria paragonabile a quella che esce da
un asciugacapelli messo al massimo.
Percorriamo la valle da Nord e ci fermiamo varie volte durante il tragitto per
ammirare il paesaggio e i luoghi più caratteristici tra cui spiccano Furnace
Creek, un luogo invivibile in questo periodo, e soprattutto Badwater, il luogo
sicuramente più bello. Badwater è il punto più basso degli Stati Uniti, è una
depressione di 80 metri, e ci fa un caldo allucinante. Per arrivarci seguiamo un
paesaggio che non sembra terrestre, i monti intorno, aridissimi, hanno dei
colori fantastici. Badwater è la parte più bassa di un lago salato, ma di acqua
ce n´è davvero pochina (alcune pozze) e per di più caldissima.
Rimaniamo qui 10 minuti, poi non si resiste, si deve rientrare in auto. Da qui
risaliamo verso Furnace Creek, poco sopra c´è Zabriskie Point, famoso per un
film di Antonioni e per essere il punto dove è stata registrata la temperatura
più alta della terra. Putroppo Zabriskie Point è in cima a una collinetta di 50
metri che dobbiamo risalire a piedi.
Il caldo è inimmaginabile, non pensavo potesse esistere un caldo del genere, si
soffoca, Andrea deve riporre in tutta fretta la telecamera digitale perchè le
parti di gomma e di plastica si stanno sciogliendo. Il paesaggio però è
maestoso, le collinette che si vedono intorno a noi, più in basso hanno dei
colori mai visti, increbile, peccato non possiamo riprendere questo spettacolo,
per fortuna la Nikon manuale di Andrea è insensibile a questo calore, almeno un
po´ di foto le riporteremo. Anche qua siamo arrivati al limite della
sopportazione, dobbiamo rientrare in macchina e rinfrescarci con l´aria
condizionata.
Da qui il nostro viaggio prosegue verso Las Vegas. Guido un po´ io (anche se non
potrei). E´ divertente e facile con il cambio automatico, niente frizione nè
marce, fa tutto da sè. Alle cinque del pomeriggio arriviamo a Las Vegas. Davanti
a noi vediamo alberghi giganteschi, riproduzioni di città come New York, Parigi,
Venezia e di luoghi più o meno fantastici (Excalibur, Indiani, ecc). Sono
incredibili. Sembra di essere in un parco giochi. Scegliamo il Luxor, la
riproduzione dell´Egitto. Esternamente il Luxor è uno dei più belli. E´
un´enorme piramide nera, sfingi, faraoni. Per due giorni faremo gli chic! Un
autista ci parcheggia la macchina, un facchino prende in consegna le nostre
valigie e ce le porterà direttamente in camera. Andrea non si fida granchè, non
è abituato a queste cose.
Anche l´interno è incredibile, immenso. Un posto da sogno. Sono proprio
contenta! Tutto è arredato in stile egiziano e non manca nulla: piscina, sauna,
palestra, negozi, teatro, cinema, ristoranti, bar e naturalmente un immenso
casinò.
La cena è degna del posto. E´ a buffet, si paga in anticipo, si entra e si
mangia tutto quello che si vuole, servendosi da soli, tutte le volte che si
vuole, fino a scoppiare. E c´è un infinità di cose, solo il banco dei dolci sarà
lungo 10 metri, con una varietà impressionante! Io e Andrea siamo affamati (dopo
la dieta di questi due giorni!) e prendiamo un po´ di tutto: riso, pollo, carne,
pesce, verdura, frutta, dolci. Tutto è incredibilmente ottimo! Con la pancia
piena gironzoliamo per l´hotel. Fa però un po´ freddino, tengono l´aria
condizionata a mille! Andrea mi propone di fare un giro fuori. -Non ho la
maglia- rispondo. - Non penso ce ne sia bisogno, credo che fuori faccia
abbastanza caldino- mi dice lui. Altro che caldino, fuori non si respira. Ci
saranno 40 gradi, eppure è già notte. E noi che ci si lamenta del caldo di
Firenze ad Agosto. In confronto non è nulla! Vale la pena sopportare però, un
giro per lo strip di notte va fatto. Ci sono milioni di luci e tantissime
persone, un´infinità di persone. Entriamo negli hotel più famosi, tutti possono
essere visitati, sono ricostruzioni perfette. E´ difficile raccontare quel che
si prova, bisogna viverlo. Il caldo ci impedisce di percorrere tutto lo strip,
torniamo indietro, per oggi basta caldo. E´ meglio andare a dormire.
1 Agosto: Colazione a buffet da sogno, quasi meglio della cena. Andrea
si butta su uovo, bacon, salsiccia, omelette... tanto per restare leggero... A
me la mattina queste cose danno la nausea e così preferisco frutta, cereali e
yogurt. Tutta la giornata è dedicata al relax. Andiamo in piscina e cerchiamo un
posto all´ombra. Mi piazzo su un lettino. Quanto mi piace stare qui sdraiata ad
ascoltare la musica senza fare assolutamente niente. Si sta da Dio. Devo godermi
questo momento perchè da domani inizierà una settimana di monti, parchi e
campeggio. Anche Andrea sembra divertirsi pur non essendo questo il suo habitat
naturale. Facciamo il bagno, l´acqua è fresca, ci voleva proprio! Ci sono tre
piscine (una con la cascata) più due grosse vasche per l´idromassaggio con acqua
caldissima. Vorrei che questo giorno non finisse mai.
Ceniamo a buffet naturalmente, un po´ di shopping (solo qualche ricordino perchè
è tutto caro) e poi si gioca! Siamo a Las Vegas, almeno 10$ giocamoli. Vinciamo
ben poco ma mi diverto lo stesso, non ero mai stata in un casinò prima.
Ordiniamo una Coca-Cola. Prima di darmela vogliono vedere il mio passaporto,
infatti per poter essere servita devo avere almeno 21 anni e non li dimostro!
Assurdo, per una Coca-Cola. Las Vegas è una città piena di contraddizioni, i
casinò non possono servire una coca ad uno di 20 anni ma possono portare via un
patrimonio ad uno di 21. E in camera, sul comodino ci sono due libri, uno è un
catalogo di prostitute con tanto di foto, nome e numero di telefono, pronte per
essere chiamate, l´altro la Bibbia, prima uno fa peccato, poi si pente. Mah!
Anche questa giornata è giunta al termine. Sono contenta e sto benone (ormai mi
sono ambientata e il fuso è completamente recuperato), però sono malinconica:
domani partiamo.
Zion Canyon, Bryce Canyon
2 Agosto: La sveglia suona alle 6 e 30... Non voglio venire...
Lasciami qui... Ma niente da fare, Andrea non si commuove e dopo un´abbondante
colazione a buffet partiamo (scendendo notiamo gente che continua imperretita a
giocare alla slot, sono proprio malati!). Alle 7 siamo già in auto verso il
Brice Canyon. Chissà cosa mi aspetta. Sono un po´ scettica. Io sono una ragazza
di città e mi piace ben poco la montagna. Ben presto però, passando dallo Zion
National Park (siamo in Utah), mi devo ricredere. Le sue formazioni rocciose
bianche, rosa e rosse sono così possenti che non posso rimanere indifferenti, mi
ricordano le Dolomiti. Ancora più incredibile è attraversare lo Zion Canyon,
percorriamo una strada di 11 km molto stretta che segue il corso del Virgin
River, poi passiamo un lungo tunnel al di là del quale troviamo formazioni
geologiche ancora diverse: rocce levigate attraversate da profondi solchi. Lungo
la strada che dallo Zion porta al Bryce è facile vedere i tipici villaggi
western, i ranch dei cowboy, li avevo visti solo nei film. Passiamo poi dal Red
Canyon senza fermarsi perchè è in corso un terribile temporale e arriviamo a
destinazione intorno alle 17.
Ci sistemiamo al Ruby´s Inn Campground. E´ appena fuori dal parco, ma è molto
comodo e spazioso. Ci sono docce, lavanderia a gettoni, minimarket e ogni
piazzola ha luce, acqua e un tavolino con le panche per sedersi. Montiamo la
tenda e andiamo a fare la prima visita del parco.
Percorriamo la Rim Road, fermandoci di tanto in tanto nei principali punti
panoramici: la vista è mozzafiato, unica, mai visto niente si simile. Sembra
incredibile che la natura possa aver creato uno scenario di una tale bellezza.
Purtroppo ci sono molte nubi, queste ci aiutano però a evidenziare meglio il
costrasto di colore che vediamo quando il sole ogni tanto fa capolino. Sembra
che tutto prenda fuoco, i pinnacoli piu alti e sottili sembrano divenire
trasparenti. Fantastico!
Torniamo al campeggio per la cena, con Andrea che è estasiato per quello che ha
visto. Accendiamo il fornellino a gas (comprato negli USA perchè in aereo non si
può portare) e ci facciamo un bel piatto di pasta liofilizzata (le buste della
Knorr) che ci sembra buonissima. La mia prima notte in tenda mi aspetta!
3 Agosto: ... E´ stata una notte infinita, il tempo non passava mai,
ho dormito pochissimo. Finalmente alle 5:30 la sveglia suona! Andrea vuole
andare a vedere l´alba! Però è nuvoloso. Niente rimaniamo ancora a dormire. Dopo
tre secondi Andrea è già addormentato, come faccia non si sa! Alle 8 dobbiamo
alzarci davvero, io sono stanchissima, più di ieri sera. Per me la mattina è un
incubo, ripercorriamo la Rim Road. Io mi annoio. Andrea Pensa solo a fare le
foto e io muoio dal sonno. Il paesaggio è bello ma... è lo stesso di ieri... una
volta visto è visto... e io amo cambiare. Andrea però non è d´accordo,
rimarrebbe qua all´infinito. Finalmente arrivano le due del pomeriggio, ora per
la quale abbiamo fissato l´escursione a cavallo giù nel Canyon. All´inizio non
volevo farla, avevo un po´ paura. Andrea mi ci porta quasi a forza. E invece mi
è piaciuta tantissimo, una delle cose più belle del viaggio. Siamo guidati dai
ranger che ci fanno scendere all´interno del Bryce. Il mio cavallo si chiama
Jack, quello di Andrea, Store, sono i due più tranquilli, anche troppo! Non
essendo mai montati a cavallo ne avevamo chesti due tranquillissimi e ci hanno
accontentato. All´inizio ho un po´ paura, poi ci prendo mano e diventa
facilissimo, vorrei cha andasse sempre più veloce.
Quello che vediamo intorno a noi è indescrivibile. E´ piu bello dal basso che
dall´alto. I colori sono mozzafiato, sembra tutto finto, un paesaggio surreale,
la terra è rossa, ma rossa davvero, incredibile! Il ranger spiega, parla, ma io
capisco ben poco, mi limito ad ammirare il panorama.
Dopo due ore purtroppo escursione termina. Andrea vorrebbe andare subito a
scattare altre foto (ne ha fatte poche!) ma io ho bisogno di una doccia. Mi
accontenta e ripassiamo dal campeggio. Una volta restaurata ripercorriamo la Rim
Road dirigendoci a Bryce Point, il miglior punto di osservazione! Mentre Andrea
scatta le foto io mi diverto con gli scoiattoli, ce ne sono tantissimi e stanno
sul sentiero in attesa che qualcuno dia loro da mangiare. Incredibile vengono a
prendermi il pane dalle mani con le loro manine. Vedo anche dei cerbiatti e
tantissimi uccelli colorati. Dicono che da queste parti vivano anche leoni di
montagna e serpenti a sonagli. Fortunatamente non ne incontriamo.
Poco prima del tramonto si rannuvola, rientramo così in anticipo al campeggio.
Mangiamo riso ai funghi della Knorr e poi a dormire. Stanotte dormirò. La
stanchezza ha il sopravvento.
Devo dire che nonostante tutto la vita del campeggiatore non mi dispiace: fare
da mangiare con il fornellino, mangiare all´aperto, farsi il bucato da soli, non
avere le comodità di sempre...
Grand Canyon - North Rim, Monument Valley
4 agosto: La mattina presto ci alziamo e facciamo un´ultima breve
visita al parco. Poi partiamo, facciamo una breve sosta (stavolta con il sole)
al coloratissimo Red Canyon e via in viaggio verso il
Grand Canyon, dalla parte
del North Rim, quella meno visitata dai turisti. Dopo un po´ di strada arriviamo
alla Kaibab National Forest che a sud è interotta bruscamente proprio dalla
parte settentrionale del Canyon più famoso del mondo.
Intorno alla strada solo alberi. Ad Andrea piacciono, a me... beh ormai lo
sapete. Finalmente giungiamo al Grand Canyon e la vista che si apre è
impressionante, sembra impossibile che opera di tutto questo sia un fiume, e
neanche troppo grosso! Proseguiamo a piedi fino a Point Imperial, il punto
panoramico più alto del parco (2640 mt). Stiamo qua un po´, poi dobbiamo
ripartire, entro stasera vogliamo arrivare alla Monument Valley!
La strada è lunga ma il paesaggio è maestoso, attraversiamo il Colorado River,
vediamo il Marble Canyon, il Glen Canyon, il Lake Powell e la cittadina di Page.
Sulla strada per Kayenta un temporale... anzi un mezzo tornado... il cielo è
nerissimo e lampeggia senza sosta... poi il diluvio! Un fiume è straripato e la
strada è completamente allagata. Dobbiamo guadarla, fortuna che ci sono i mezzi
di soccorso per le auto che rimagono bloccate, ci dicono di non fermarci nell´acqua
e di andare abbastanza veloci. Ce la facciamo. Ancora un´ora e siamo nella
Monument Valley. Il paesaggio è surreale, il cielo è scuro ma avendo smesso di
piovere l´aria è limpidissima. E´ inutile descrivere la Monument Valley! Tutti
sanno cos´è! Visto che fa abbastanza freddo e c´è acqua dappertutto rinunciamo
al campeggio e ci regaliamo il soggiorno nel miglior hotel della zona, il
Golding Lodge. La vista dalla camera è stupenda, proprio sulla Monument. Peccato
non ci sia il sole! Poi d´improvviso, mezz´ora prima del tramonto ecco il sole
ad infiammare tutto. E´ impressionante vedere i monti accesi di rosso fuoco
stagliarsi sullo sfondo nero delle nubi. La natura ci regala immagini
indimenticabili.
5 agosto: Andrea mi sveglia di soprassalto quando è ancora buio pesto.
Vuole andare a vedere l´alba all´interno della Monument Valley. -Vai te, io ho
sonno!- dico. Quando torna dopo almeno 3 ore è estasiato, mi dice che mi sono
persa uno spettacolo mozzafiato e che una cosa del genere non l´aveva mai vista.
Ripartiamo insieme ed entriamo nella riserva. Atraversiamo lunghi tratti di dune
sabbiose e rosse che si stagliano contro il cielo azzurrissimo e ammiriamo le
tipiche e inconfondibili formazioni rocciose della zona. Tutto è stupendo,
chissà come deve essere stato all´alba. Nei punti più panoramici gli indiani
Navajo con le loro bancarelle vendono un po´ di artigianato e io, che non
resisto ai mercatini, mi diverto a guardare le loro mercanzie.
Nel pomeriggio decidiamo di fare un giro fino a Four Corner Point, il punto in
cui si incontrano 4 stati degli USA. Il paesaggio per arrivare è decisamente
bello, ma Four Corner Point non valeva il viaggio. Visto che ero lì mi sono
fatta fotografare nella posa classica di un piede in Arizona, l´altro in New
Mexico, una mano in Utah e l´altra in Colorado. Andrea invece si è rifiutato.
Sulla strada del ritorno, passata Kayenta, ci siamo fermati nel punto dove
secondo Andrea, nel famoso film, Forrest Gump avrebbe inspiegabilmente
interrotto la sua corsa, a casa verificheremo se è vero (al ritorno abbiamo
visto che il punto era proprio quello! NdA).
Rientriamo alla Monument Valley in tempo per vedere il tramonto, si è un po´
rannuvolato, ma il sole è quasi sempre presente. Poche nuvole sono gradite,
aumentano la drammaticità della scena. Rimaniamo fino alle nove ad ammirare
questo secondo splendido tramonto.
Grand Canyon - South Rim
6 Agosto: Quasta mattina dormiamo un po´ di più. I km che si separano
da Grand Canyon Village non sono moltissimi. Guido quasi sempre io. Ripassiamo
da Kayenta, Tuba City, Cameron. Il paesaggio non è niente di eccezionale se non
per il tratto di Deserto Dipinto che attraversiamo, sembra davvero colorato con
il pennello!
Entriamo nel parco dal lato est. All´ingresso avviene un episodio curioso.
Andrea mostra la tessera dei parchi alla Ranger e questa (l´unica) vuole
confrontare la firma su questa tessera con quella sul passaporto. Andrea le dà
allora il passaporto e aspetta. -Non potete entrare con questa tessera! La firma
è diversa!- dice minacciosa. -Come diversa? E´ impossibile!- risponde Andrea. E
lei tutta soddisfatta mostra la firma di Andrea sulla tessera e la firma del
Questore di Prato sul Passaporto. Abbiamo riso per un ´ora. Arriviamo a Desert
view e saliamo sulla Watch Tower, la torre che ci da la vista più alta del South
Rim del Grand Canyon. Spettacolare! Davanti a noi il vuoto e in fondo il
torbidissimo Colorado River. La vista da sud è assai più bella che da nord!
Percorriamo la strada panoramica verso il Grand Canyon Village fermandoci nei
principali punti osservativi. Prima soffriamo il caldo, poi improvviso un
temporale. Com´è variabile qua il tempo! Ci sistemiamo nel Mother Campground e
andiamo a fare un primo giro di perlustrazione. E´ ritornato il sereno. Mentre
aspettiamo il tramonto, percorriamo la strada che porta ai vari punti panoramici
e vediamo diversi cerbiatti che indisturbati e tranquilli pascolano sul ciglio
della strada.
Ceniamo al campeggio e poi subito a letto visto che è buio pesto. Scruto il
cielo per individuare qualche stella cadente ma niente.
7 Agosto: Oggi ci svegliamo presto, in tenda si soffoca dal caldo. Il
tempo è buono e così decidiamo di andare a fare un giro sul West Rim. Arriviamo
in auto fino a Bright Angel Point e da qui proseguiamo su un bus (da qui la
strada è chiusa al traffico) fino a Hermits Rest (circa 11 km).
Avevamo programmato il ritorno a piedi percorrendo tutto il Rim Trail, cioè il
sentiero che si estende sul bordo del canyon, però fa troppo caldo. Facciamo
così alcuni tratti a piedi altri in bus. Alla fine però sarò stanchissima lo
stesso.
Ci fermiamo di volta in volta nei punti panoramici e devo dire che questa parte
è assai più bella di quella vista ieri. Su tutti Pima Point, dove abbiamo
un´eccellente visione del Colorado River, e Hopi Point che forse ci da la
visione più bella di tutto il Canyon.
Per il pomeriggio abbiamo in programma un breve trekking che ci farà scendere
giù nel Canyon da Yaki Point fino a Ooah Point sul Kaibab Trail. Scenderemo
verso le 17 così si evita il gran caldo e si risale con il tramonto.
Visto che è ancora presto decidiamo di andare a Tusayan, un paesino a 13 km,
dove c´è il cinema Imax. Vediamo la proiezione del filmato -I segreti del
Canyon- su di uno schermo gigantesco. Gli effetti speciali sono molto belli,
sembra proprio di essere sui gommoni che scendono il fiume o sugli elicotteri
che sorvolano il Canyon.
Usciamo dal cinema e diluvia. Sono le 14 e un quarto! Andrea mi dice di non
preoccuparmi, in questa stagione durerà poco... E invece piove... piove... dopo
5 ore ancora diluvia. Peccato niente trekking! Però non sappiamo che fare con
questo tempo. Andiamo al centro commerciale di Grand Canyon Village dove Andrea
compra una maglietta ricordo. Visitiamo il Kolb Studio dove è allestita una
mostra di arte contemporanea nella quale una pittrice realizza quadri con la
terra dell´Arizona.
Il tempo però non passa mai! Quando piove la montagna è ancora più noiosa!
Rientriamo al campeggio. Per fortuna la tenda è asciutta, d´altra parte è
un´ottima tenda da trekking! Mangiamo in macchina e alle nove siamo già a
dormire.
Lake Havasu City
8 Agosto: Mi sveglio con un po´ di mal di stomaco! Saranno forse le
porcherie che si mangiano? Stamattina non piove, ma il cielo è ancora cupo.
Smontiamo la tenda e partiamo... appena in tempo per evitare la pioggia!
Usciamo dal parco verso sud e percorriamo la strada verso Williams e poi verso
Seligman. Da qui facciamo una piccola deviazione per percorrere un tratto della
storica Route 66. Poi continuiamo verso la California.
Ci fermiamo a mangiare a Lake Havasu City, una caratteristica cittadina popolata
essenzialmente di messicani. Mangiamo alla Casa di Miguel! Ci portano un misto
di roba messicana niente male, anche se assai pesante, e spendiamo anche poco.
Facciamo un giro per la cittadina. E´ davvero graziosa ed è caratterizzata dal
London Bridge e dall´English Village. In pratica un ricco americano (matto!) ha
voluto portare un pezzo di Londra nel deserto. Ha quindi comprato un ponte
(vero) e l´ha portato qua pezzo per pezzo e ha ricostruito un piccolo quartiere
in stile inglese. Ci sono quindi le tipiche cabine rosse, gli autobus a due
piani prati verdi e roba simile e sullo sfondo palme e deserto, oltre a 45 gradi
all´ombra...
Ci rimettiamo in viaggio. Destinazione Santa Barbara! La tanto attesa costa
californiana mi attende!
Guido per un paio di ore io. Attraversiamo il deserto del Mojave che si dice
essere il più arido degli USA... Mah... Fuori sta piovendo!
Passiamo da Barstow... Victorville... non c´è nulla intorno, solo dei Joshua
Tree... sono bellini... ne vorrei uno da portare a casa!
Ci fermiamo a dormire in un Motel a Palmdale. Incredibilmente non è stato facile
trovarlo, in questa città pareva non ce ne fossero! D´altra parte chi vuoi che
ci si fermi! Fa proprio schifo!
Santa Barbara, Malibù
9 Agosto: Sono emozionata! Finalmente oggi vedrò Santa Barbara! Ho
sempre sognato di vedere la costa californiana! Quella che si vede in tanti
telefilm e film americani. Speriamo di non rimanere delusa!
Sono da poco passate le 9 e siamo appena partiti da Palmdale... Piano piano ci
avviciniamo alla costa... ma... c´è sempre più nebbia! Arriviamo a Santa Barbara
verso le 12. E´ tutto coperto e fa un freddo cane. Sono triste.
Cerchiamo l´hotel che abbiamo prenotato dall´Italia (ci avevano consigliato di
fare così perchè visto il perido si rischiava di non trovare posto). L´hotel è
proprio bello ed è della catena Best Western!
C´è ancora nebbia! Andrea mi dice però di stare tranquilla perchè nel pomeriggio
la nebbia si dovrebbe diradare. E infatti dopo pranzo la nebbia non c´è più e un
bel sole riscalda l´aria.
Prendo il costume e il telo da mare e ci dirigiamo verso la spiaggia... che
desolazione... non c´è nessuno e tira un vento che porta via. Ci rimango male.
Qua non posso stare certo a prendere il sole!
Camminiamo un po´ sulla spiaggia, sullo Stearn´s Wharf. Arriviamo fino a
Butterfly Beach, quella che dovrebbe essere la spiaggia più esclusiva, ma anche
qui non c´è nulla! Solo vento!
Il mare di Santa Barbara mi ha proprio delusa! Sapevo che l´acqua poteva essere
fredda ma non sapevo che anche sulla spiaggia ci sarebbe stato questo freddo!
Dobbiamo stare con la maglia!
E ora che si fa? Purtroppo abbiamo l´hotel prenotato per due giorni e ci tocca
star qua anche domani. Ma intanto pensiamo a stasera.. che si fa fino a stasera?
Facciamo un giro nel lungomare. Devo dire per onestà che effettivamente questa
cittadina è proprio tenuta bene, ci sono molte villette graziosissime e i
giardini sono tenuti in ordine perfetto. Esteticamente è carina, peccato per il
clima! Non proprio da mare!
Attraversiamo anche State Street, la via principale, piena di negozi, bar,
ristoranti e locali. Di notte questa zona deve essere piena di gente!
Torniamo all´hotel e ceniamo. Poi convinco Andrea a tornare a State Street.
voglio vedere com´è di sera! Andiamo e... niente... non c´è speranza! Non c´è
nessuno... solo qualche ragazzo in fila per entrare nei locali... non c´è
nemmeno un po´ di passaggiata!
10 Agosto: Stamattina c´è il sole ma fa freddo lo stesso! Decidiamo
allora di andare più a sud. Magari si sta meglio.
In poco più di un´ora siamo a Malibù! E qui sì che mi piace! C´è un bel mare con
tanti surfisti e soprattutto non fa freddo! Ci sistemiamo sulla spiaggia. Oggi
sì che sono contenta! Ogni tanto passano anche i guardiaspiaggia, i baywatch,
sono proprio vestiti come quelli del telefilm, anche se molti sono grassi e
brutti.
L´acqua del mare è gelida! Niente bagno! Però per oggi mi accontento.
A metà pomeriggio rientriamo a Santa Barbara. Oggi sembra meglio, fa sempre
freddo però c´è molta più gente a giro.
Prendiamo a noleggio una sorta di macchinetta biposto a pedali e facciamo un
giro lungo la pista ciclabile che corre parallela alla spiaggia.
Ci divertiamo e vediamo tanti ragazzi in bici, in tandem, sui pattini o
semplicemente a correre. Molti altri giocano a beach volley. Qua tutti fanno
sport! Forse perchè è freddo e non c´è verso di star fermi sulla spiaggia... E
nonostante siano sempre a correre moltissimi di loro sono obesi, la proporzione
di obesi che si vede in giro è assai più alta che da noi! Mangiate mangiate le
vostre schifezze!
Santa Monica, Beverly Hills, Holliwood
11 Agosto: Oggi ci trasferiamo a Santa Monica, c´è un po´ di traffico
e ci mettiamo poco più di due ore.
Sono le 12 quando arriviamo al nostro hotel, il Four Points Sheraton in Pico
Boulevard, prenotato anche questo dall´Italia. Purtroppo non ci danno la camera
fino alle 15 e così e ci dirigiamo subito alla spiaggia. Mettiamo la macchina al
parcheggio che è sopra il Santa Monica Pier. Ci chiedono 8 dollari. Che ladri!
C´è una marea di gente, e le facce non sono tanto raccomandabili. Andrea non è
tanto convinto, io mi stendo al sole, a me il mare piace sempre. In effetti c´è
troppa gente, sembra di essere in Italia, in una spiaggia affollata una domenica
d´agosto. Anche in acqua c´è una folla di persone incredibile. Queste zone non
sono proprio da mare!
Mentre siamo lì, tra la gente, passa una coppia munita di metal detector, che
ogni tanto si ferma, scava e tira fuori una moneta da sotto la sabbia!
Decidiamo di andare a fare un giro sul molo. Ci sono bancarelle, negozi
ristoranti, giostre! Cerchiamo la famosa giostra che compare nel film La
Stangata. Eccola! E´ proprio all´inizio. Andrea vorrebbe farci un giro. Però si
vergogna perchè sono tutti bambini. Poi però lo convinco e ci sale!
Ci incamminiamo poi sulla passeggiata a sud del molo, verso Venice beach! Qua è
tutta un´altra cosa. E´ come mi sono sempre immaginata una spiaggia
californiana! Ci sono campi da beach volley, giostre, palestre, piste da
skateboard! Certo che qua sulla spiaggia fanno di tutto tranne che stare
sdraiati a prendere il sole!
Più che ci si avvicina a Venice più la passeggiata diventa interessante e
colorata. Si incontra la gente più strana, giocolieri, culturisti, musicisti,
acrobati, anche un tizio con un varano di due metri al guinzaglio!
Camminiamo per quasi due ore e arriviamo quasi fino al porto di Venice. Andrea
vorrebbe proseguire ma io sono troppo stanca e in più ho preso troppo sole. Qua
il sole picchia e non me ne sono accorta, la sera mi toccherà farmi gli impacchi
di ghiaccio sulla testa!
12 agosto: Oggi in programma abbiamo la visita di Beverly Hills, di
Holliwood e del Griffith Park!
Partiamo da Santa Monica e in breve tempo arriviamo a Beverly Hills, che
emozione! Vediamo Rodeo Drive, la via dove ci sono i negozi dei più famosi
stilisti del mondo e dove Julia Roberts in Pretty Woman fa compere con la carta
di credito di Richard Gere. E´ elegantissima e molto sofisticata! Mi piace
proprio! Entriamo in una gioielleria... caspita che roba... ci sono anelli con
sopra diamanti grossi come ciliegie!
Gironzoliamo un po´ nei dintorni e vediamo altri negozi e i famosissimi hotel di
lusso come il Regent Beverly Wilshire e il Beverly Hills Hotel.
Riprendiamo l´auto e gironzoliamo ancora un po´. A sud di Wilshire blvd troviamo
i bungalow dell´alta borghesia... non saranno le ville dei divi, ma fanno la
loro bella figura.
Convinco Andrea ad andare a vedere le ville dei divi. Passiamo per il famoso
viale con le palme! Quante volte l´ho visto in tv! Vediamo un ometto che vende
le cartine con l´indicazione della locazione delle ville degli artisti. Ne
prendiamo una (8 dollari!) e ci mettiamo in cerca. Che ville incredibili ci sono
in queste viuzze, peccato molte siano nascoste da muri e siepi altissime.
Individuo sulla cartina la villa di Tom Cruise a Bel Air e visto che è vicino
dal punto in cui siamo andiamo a vaderla. Non è facile da raggiungere! In queste
stradine ci si perde con facilità! Poi la troviamo, ma vediamo solo un muro
altissimo. Mi sa che abbiamo buttato gli 8 dollari della mappa.
Proseguiamo poi verso Holliwood dove ci sistemiamo in un hotel in Vine Street e
poi da qui a piedi ci dirigiamo sulla via principale: Holliwood Boulevard. Sui
marciapiedi di questa strada sono incastonate più di duemila stelle ognuna con
il nome di una celebrità. Mi faccio fare una foto su quella di Tom Cruisce. Ci
sono tantissimi ristoranti, negozi, teatri e musei. Ci fermiamo al Chinese
Theater, il più famoso cinema di Holliwood, dove, nel piazzalino di fronte all´entrata,
le star del cinema hanno lasciato la loro impronta. I più famosi ci sono tutti,
Jack Nicholson, Al Pacino, Tom Hanks, Richard Gere, ecc.
C´è una marea di gente con noi in questo posto, troppa, quasi non si respira,
decidiamo allora di andarcene, anche perchè abbiamo uno sfizio da toglierci:
vogliamo trovare un punto dove poter fotografare bene la famosa scritta
Holliwood!
Ce la facciamo, ma non è stato facile!
Il pomeriggio decidiamo di andare all´Osservatorio Astronomico Griffith.
Visitiamo solo il museo astronomico, al planetario c´è troppa fila. Da qua c´è
un panorama bellissimo, decidiamo allora di fermarci un po´ sulla terrazza
panoramica.
Mentre sono qua penso che tra due giorni dovremo tornare in Italia e mi
rattristisco. Non vorrei andare più via da qua, sono stata troppo bene. Penso
alle cose fatte durante questa vacanza, tantissime e nuove, tanti posti belli e
poi il campeggio, il cavallo, il caldo di Las Vegas e il freddo di San
Francisco, il Luxor e la baita di montagna a Ponderosa, l´orso, il lusso e
l´eleganza di Beverly Hills... tutte cose che mi rimarranno per sempre.
Prima di rientrare nel motel convinco Andrea a passare da Melrose Place. Non è
tanto convinto ma visto che mi vede un po´ malinconica mi accontenta.
Percorriamo Melrose Ave e finalmente arriviamo a Melrose Place. E non c´è nulla!
Solo un cartello stradale con il nome della piazza e diversi negozi di
antiquariato. Null´altro! Tanta scena per nulla!
Universal Studios
13 Agosto: E´ l´ultimo giorno: domani purtroppo si parte!
L´intera giornata è dedicata alla visita degli Universal Studios. Entriamo alle
12:30, dopo una lunga coda per i biglietti sotto il sole.
Facciamo subito lo Studios Tour. Ci conducono su di un tram all´interno dei set
cinematografici (lo Squalo, Psyco, King Kong, ecc), raccontandoci gli aneddoti
del mondo del cinema e mostrandoci una serie di catastrofi riprodotte con gli
effetti speciali (un terremoto, una inondazione, un ponte che crolla, ecc).
Spettacolare e emozionante!
Dopo questo giro siamo andati sulle attrazioni, putroppo sempre precedute da
lunghissime file. Siamo andati su ET Adventure, Backdraft, Back to the Future,
Jurassick Park e Mummy. Le più belle indubbiamente le ultime due.
Infine una breve passeggiata nella City Walk, un ambiente fantastico, pieno di
negozi, cinema e locali adiacente agli Studios.
Poi in hotel. Ormai s´è fatto buio!
Il ritorno
14 Agosto: Ci siamo... i bei sogni durano poco... e dobbiamo
ripartire... Facciamo le valigie, puliamo la macchina (era diventata una via di
mezzo tra magazzino e deposito rifiuti) e ci dirigiamo verso l´aeroporto
internazionale di Los Angeles, situato vicino a Santa Monica.
Decidiamo di allungare la strada passando per il downtown di Los Angeles. Niente
di particolare, grattacieli e molti nogozi. Vedo in un negozio che vendono i
jeans Levi´s a 10 dollari, mi vorrei fermare ma Andrea dice che non c´è tempo,
dovremmo trovare parcheggio e vicino non ne vede. Peccato!
Arriviamo all´aeroporto, consegnamo l´auto e veniamo accompagnati al terminal
dal pulmino dell´autonoleggio. Ci facciamo però lasciare al teminal sbagliato,
cosicchè ci tocca fare un lunghissimo tratto di strada a piedi per andare a
quello giusto. Tre ore esatte prima della partenza siamo comunque già a fare il
check-in.
Gironzoliamo un po´ per l´aereoporto, ma non c´è granchè. Alle 18,
puntualissimi, decolliamo. L´aereo (un boing 747 di Lufthansa) è addirittura più
grande di quello dell´andata, sopra c´è un po´ meno freddo però non c´è la
televisione personale. Stavolta il tempo passa più velocemente, mi distraggo un
po´ guardando il panorama da un finestrino e dormendo un paio d´ore. Ripenso ai
bellissimo posti visitati.
15 agosto: Siamo ancora in volo. La notte dura pochissimo. Atterriamo
a Francoforte alle 4 di mattina ora di Los Angeles (alle 13 ora locale).
Aspettiamo qui per tre ore la coincidenza per Firenze e sorpresa, incontriamo il
professore con cui abbiamo fatto Analisi 1 all´università!
Alle 18 e 30 siamo a Peretola, tutto bene. Le valigie ci sono anche se quella di
Andrea è rotta! Torniamo a casa e ora, tanto, tantissimo riposo... In attesa di
ripartire al più presto!