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IL DIARIO DI CARPI DIEM

 
 
USA 2003
 
Giorno 1 (26 Luglio 2003)

Si parte....!!!!! 26 luglio 2003 partiamo dal bellissimo aeroporto di Venezia alle 12:35 con volo Delta Airlines , arrivo a New York city all'aeroporto JFK previsto alle 16:00 ora locale, durata del volo circa 9 ore...+ 2 ore abbondanti per passare l'immigrazione....e pensareClicca per iniziare il viaggio! che il nostro amico Salvatore ci stava aspettando !!!!!!!!!! Comunque alla fine la guardia che ci ha fatto il visto d'entrata si e' scusata per la scandalosa attesa....e ci ha dato il benvenuto negli USA! Varcata la soglia del baggage-claim abbiamo finalmente incontrato Sal che ci attendeva preoccupato
pensando a chissa' quali interrogatori ci stessero sottoponendo. 10 minuti e siamo nuovamente in coda ma questa volta in auto sulla Park way per Newburgh nello stato di New York. Da lontano vediamo lo skyline di downtown e promettiamo di tornarci nuovamente il giorno dopo.

Giorno 2 (27 Luglio 2003)

Dormita al super 8 motel di Newburgh dove ci hanno "pelato" per bene e con una camera veramente  intrisa di fumo...! Usciamo dal motel perche' gia' la sera prima avevamo puntato il
nostro locale preferito per una vera colazione all'americana: il mitico "Denny's" .
Ormai questo tipo di colazione e' un rito e ci strafoghiamo con waffles, sciroppo d'acero, uova strapazzate, salsicce, pancakes, orage juice e caffe' bollente con cream and sugar.

Incontriamo Jack, papa' di Sal che ci vuole assolutamente ospiti a casa sua per i giorni successivi...e come rifiutare vista la casa in perfetto stile americano?

Prendiamo il treno per Manhattan e arriviamo alla Grand Central Station. Appena usciti notiamo qualcosa di strano: e' domenica e siamo quasi soli!  Iniziamo cosi' a camminare verso l' Empire State Building ammirando l'enormita' dei grattacieli che ci circondano e l'infinita' di taxi gialli che popolano la grande mela. Un pranzo al volo da Wendy e di nuovo fila per salire in cima a quello  che e' ora il piu' alto edificio della city.
Siamo fortunati: oggi il cielo e' piuttosto limpido e possiamo vedere da Central Park fino alla statua della liberta'.
Scendiamo e non consci delle distante, decidiamo di arrivare a Ground Zero a piedi...
Il viaggio e' fantastico e surreale: le strade sono vuote e c'e' una pace assoluta.
Senza rendercene conto passiamo per Soho e Little Italy dove gustiamo un gelato-granita in un locale super italiano dove nessuno capiva l'italiano... Stanco da una settimana di super lavoro, Sal ormai distrutto stenta a credere che siamo riusciti a fare tanta strada: siamo arrivati a Groun Zero.

Il benvenuto e' dato dai cinesi abusivi che vendono gadgets e magliette di cattivo gusto al riparo da occhi indiscreti.
La zona e' totalmente transennata e per scorgere l'immensa voragine siamo costretti a sbirciare tra le recinzioni.
Sal ci ha spiegato che le dimensioni delle  torri gemelle erano del doppio sia in larghezza che in altezza rispetto agli altri grattacieli della citta'...vi posso garantire che la sensazione che prova un turista ignaro non e' lontanamente paragonabile a cio' che puo' aver provato un newyorkese nel vedere "sparire" questi 2 colossi. Prendiamo la metro per tornare verso Time Square. Nel frattempo la city si e' animata e ci troviamo nel bel mezzo di una festa/mercatino con centinaia di bancarelle con le + strane specialita' gastronomiche.

Siamo fortunati e assistiamo anche a un concerto gospel all'aperto...con gente scalmanata che prega, canta, balla.
E' il momento di tornare alla stazione per riprendere il treno che ci riporta a casa (di Sal).

Il percorso in treno e' splendido perche' costeggia il fiume Hudson dove a quest'ora di sera il sole al tramonto si specchia.
In stazione a Beacon, Jack ci aspetta per riportarci a casa dove e' gia' pronta una lauta cena!!!!
Specialita' dello chef: funghi sott'olio fatti in casa, patate fritte, verdura in pastella e mille altre bonta'!

Insomma, ammettiamolo: meglio di cosi' non poteva andare!

Giorno 3 (28 Luglio 2003)

Dopo una splendida dormita, ci alziamo e Sal per colazione ci prepara i "french toast" : basterebbe questo per trasferirsi in modo definitivo da queste parti!
Oggi, Sal va al lavoro e Jack ci porta a fare shopping da Home Depot, Price Chopper e Wallmart.
Vediamo cosi' la vera America e ci sembra davvero di vivere qui dove le case sono tutte larghe e spaziose, dove i centri commerciali  occupano la meta' della citta' e sono aperti 24 ore al giorno tutti i giorni della settimana!(24/7)
A pranzo ci gustiamo un pollo delle dimensioni di un tacchino (era il + piccolo che abbiamo trovato) fatto alla griglia a regola d'arte...insomma qui si mangia e si mangia e si mangia ....che tragedia!
Nel pomeriggio siamo andati in auto con Jack a West Point dove a causa dell'11 Settembre non ci lasciano entrare. Una veloce occhiata al gift shop e alla biblioteca e siamo nuovamente in auto verso il porto di Newburgh. Durante il tragitto sulla freeway ci capita + volte di incontrare cerbiatti che circolano liberamente nei boschi a lato delle strade.

Giorno 4 (29 Luglio 2003)

Sal anche oggi lavora e andiamo con lui in auto verso Manhattan. Ci lascia ad una fermata della metro sopraelevata vicino al suo aeroporto: qui ci sentiamo dei veri pendolari newyorkesi. Ricominciamo a vagare x le vie del centro in cerca degli edifici + famosi: Rockefellercenter, il Moma (che non troviamo), la Trump Tower e il ponte di Brooklyn ( il broccolino).
Attraversarlo a piedi e' splendido con le biciche ci passano accanto e le auto che scorrono sotto.
Al ritorno (sempre in treno) a Newburgh come sempre Jack ci attende in stazione e ci riporta a casa, non prima di aver fatto un po di scorta di "donuts" un po a tutti i gusti, poi choccolate chip cookies e cherry-coke.

Per cena lo chef Jack ci propone pasta (Barilla!) al sugo ed un'infinitą di prelibatezze da leccarsi le dita.
Prima di andare a letto ci facciamo un torneo di Fifa con la playstation mentre Cibi, il gatto di Sal, si struscia sulla sua panza!

Giorno 5-6 (30/31 Luglio 2003)

Oggi sveglia molto tardi con colazione/pranzo e partenza nel tardo pomeriggio con Sal per l'aeroporto di Newburgh e Cincinnati : destinazione LAS VEGAS!

Arriviamo che sono piu' delle 11 di sera (ci sono 3 ore di fuso orario da NY a Las Vegas) e lo spettacolo e' splendido gia' dall'aereo: un milione di luci sfavillanti in mezzo al buio + nero del deserto del Nevada!

Incredibile: facciamo la fila per i bagagli ed anche mezz'ora solo per poter prendere un taxi! Qui c'e' gente che va e viene a tutte le ore del giorno e della notte...ci sono le slot machine perfino in aeroporto e sui taxi...e un vento caldo che soffia quasi inverosimile.

Eccolo! il nostro hotel-casino e' lo Stratosphere... quello che ha la torre altissima a nord della Strip e che si vede praticamente da tutte le zone di Las Vegas.
Ormai stanchissimi facciamo il check-in (fila anche qui) con Sal e ci dirigiamo alla camera che avevamo prenotato via internet.... Peccato che solo per trovare l'ascensore giusto abbiamo impiegato circa mezz'ora!
Alla fine di interminabili corridoi arriviamo alla nostra stanza: grande e bella ma con vista su un muro..(volevamo risparmiare no?)Silvia a letto subito, Flavio e Sal a cercare qualcosa da mangiare fino alle 4 di notte.

L'indomani il clima non ci aiuta e comincia a piovere di brutto...in un attimo le strade si allagano e a noi non resta che passare da un casino all'altro! All'ora di pranzo facciamo quello che un turista non si deve assolutamente perdere a Las Vegas: un lauto pasto a buffet in uno degli hotel-casino', in pratica il famosissimo "all-you-can-eat-buffet"
Noi capitiamo all'Harras' e con 10,00 dollari ci rimpinziamo di cibo fino alla nausea...
Riprendiamo la marcia e visitiamo il "Venetian" , il "Ceaser Palace" , il "Bellagio" per poi prendere l'autobus e ritornare allo Stratosphere senza dimenticarci di fare una puntatina al Seven eleven per uno slurpee (una granita molto fine e gasata).

In hotel ci cambiamo e andiamo in piscina per rilassarci ma un "simpatico" israeliano ci attacca pezza e con la scusa di una partita a basket nell'acqua palpa di brutto Sal e Flavio...che fosse gay?

A letto presto perche' la mattina prestissimo Sal parte x tornare a Newburgh.

continua...