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IL DIARIO DI SAM

 
 
NEW YORK
 
Dire di essere legata a New York è dire poco. La mia mamma è proprio nata lì. Mio fratello anche, ed io piccola bambina sono nata in Italia, a Roma ma con passaporto americano. I miei figli, nati da padre italiano, hanno acquisito la cittadinanza americana attraverso mia madre. Insomma ad eccezione di mio marito e mio padre siamo tutti Americani. E' una città che conosco bene, ci ho lavorato un'estate e l'ho visitata da turista mille volte, ogni volta una parte nuova. Ora rimane un gran vuoto, “Ground Zero”, grande rammarico, non essere riuscita a portarci mio marito ed i figli. Nel mio raccontarvi la città vorrei omettere questo capitolo, attentati, morti, dolore e passato…………………………
Ed ora parliamo di lei la grande protagonista dal clima (caldo d'estate e freddo d'inverno) che rende particolarmente appetibili per i turisti le mezze stagioni, maggio-giugno e settembre-ottobre, quando le temperature sono più miti e le giornate spesso soleggiate. Ma in realtà New York non “chiude” mai e riesce ad essere una destinazione elettrizzante tutto l'anno. Con l'Italia ci sono sei ore di differenza. Documenti necessari per arrivare sono il passaporto valido; sull'aereo viene consegnato ai passeggeri un modulo da compilare, sostitutivo del visto, che consente di rimanere negli Stati Uniti tre mesi al massimo. Come scoprire i mille volti della città per eccellenza, un caleidoscopio di luoghi ed atmosfere sempre diversi? Bhè in primo luogo si consiglia una visita All'Empire State Building uno dei simboli della città e, quando venne inaugurato nel 1931, era il grattacielo più alto di New York e del mondo. Si trova al 350 della Fifth Avenue, tra la 33rd e la 34th Street.
Alle terrazze, come ai piani superiori, ci si accede con gli ascensori in grado di arrivare all'86° piano in meno di un minuto. Si pensò di dotare l'edificio di un pennone d'attracco per dirigibili, ma l'operazione risultò essere più ardua del previsto e così questo divenne una torre per la ricezione di programmi radiotelevisivi. Il pennone alto 46 metri ancora oggi trasmette i programmi di diverse reti tv e radio in altri 4 stati oltre New York. Nel 1933 l'Empire fece la sua apparizione nel cinema, diventando celebre la sua scalata da parte di King Kong, che da lassù cercava di catturare gli aerei che lo attaccavano.
E' una città che accoglie culture e tradizioni provenienti da ogni angolo del pianeta. Dove riscontrare tutto ciò? Ellis Island, dove tutte le navi avevano l'obbligo di attraccare, è stata per molti anni la “porta” del Sogno Americano (anche i miei zii da un paese sperduto dell'Abruzzo attraccarono lì). Il polmone verde della città è il Central Park, è una delle zone che non si può non vedere andando a Manhattan. E' bellissimo in ogni stagione, i suoi colori, che cambiano a secondo della stagione, lo zoo di recentissima ristrutturazione, l'orologio all'entrata del children zoo (questo è un ricordo che mi porterò in eterno, quegli animaletti che alle 12.00 in punto cominciano a girare e suonare). Se vi perdete all'interno del parco niente paura, basta guardare i lampioni: le prime due cifre corrispondono all'incrocio più vicino.
Muoversi a New York è semplicissimo, ma non chiedetemi nulla riguardo autobus (salite con una buona scorta di monetine) e metropolitana: amo muovermi a piedi. Per calcolare la distanza tra gli isolati ricordatevi che 10 avenue o 20 street equivalgono ad un chilometro e mezzo. Se proprio devo preferisco un taxi! Qui sono abbastanza economici e si trovano facilmente sia di giorno sia di notte: ricordatevi la mancia, mi raccomando! Nel luglio del 2001 sono tornata a New York con i miei figli (all'ora avevano 3 anni e 16 mesi) per il giuramento e l'acquisizione della cittadinanza americana. Ho una sola immagine impressa nella mia mente, la faccia di mio figlio (il grande) nella metropolitana. Un mucchio di colori, scritte, rumori, un caldo asfissiante. Il tragitto è breve, ma la sua gioia immensa. Ovviamente quando andai con i bambini non sono passata per Harlem, ma sarebbe un must! dove assistere ad una travolgente messa gospel è un'esperienza indimenticabile, la maniera ideale per scoprire la “città dei neri”, capitale del Jazz e del rap. Magari andateci di domenica alle 11 di mattina ad ascoltare l'Odell Ricks Gospel Chorus. Ormai Harlem non è più il quartiere da evitare come qualche anno fa: edifici recuperati, criminalità ridotta, nuovi locali, Bill Clinton ci ha aperto il suo ufficio. In seguito Brooklyn, dove passeggiando nella zona di Williamsburg sembra di essere a Gerusalemme. Qui vive, infatti, la maggiore comunità di ebrei ortodossi del mondo. Non tralasciamo però Chinatown che è una città nella città, dove la lingua “ufficiale” è il cinese. Quello che più' mi manca quando viaggio è il cibo: non che a New York scarseggi, intendiamoci, ma trovare I sapori di casa o mangiare un bel piatto di spaghetti o una pizza fumante è una rarità. Ed allora piuttosto che consigliarvi le solite scontate visite vi propongo alcuni ristoranti che hanno facilitato notevolmente la mia permanenza nella Grande Mela, suggerendovi, quando la memoria mi aiuta, anche negozi od altro nelle vicinanze. La migliore visione panoramica di Manhattan, la Downtown skyline, si ha dall'altra parte del ponte di Brooklyn: certo fino a qualche mese si potevano ammirare anche le Torri Gemelle (quello che è successo è pazzesco ma l'orgoglio degli americani è qualcosa d'indescrivibile ed inimmaginabile) ma anche adesso è uno spettacolo mozzafiato. Situato quasi proprio sotto al ponte c'è un graziosissimo romantico ristorante, il River Café (1 Water St., 718-522-5200) da cui potete vedere uno splendido panorama. Secondo me è ideale per una cena, I grattacieli illuminati sono da non perdere! E' necessario vestire un pochino eleganti e per gli uomini è d'obbligo giacca e cravatta. Nota dolente: non è economico, ma c'è un menu' fisso il cui costo era intorno ai 75 dollari tasse escluse. E' necessario prenotare con un certo anticipo. Tra il Greenwich Village (potete trovare una delle migliori e più' costose gastronomie pseudo-italiane della città: Balducci) e l'East Village potete trovare invece la mia steakhouses preferita: Knickerbocker Bar & Grill (33 University Pl. –9th St.- 212-228-8490). Imperdibile la T-bone, la cara bisteccona con osso, che si può' gustare con un sottofondo di deliziosa musica dal vivo genere jazz. Naturalmente se cenerete con la musica c'è una piccola quota fissa aggiuntiva sul conto… provate ad assaggiare la “creamed spinach” e le “onion's rings” (rotelle di cipolla fritte).
Si mangia veramente mediterraneo invece da Molyvos (871 Seventh Ave. –bet. 55th&56th Sts.- 212-582-7500), tipico ristorante greco situato proprio a due passi dalla Carnagie Hall (la famosa sala concerti della città che si dice abbia una delle migliori acustiche del mondo). Ordinate pure come antipasto il “grilled baby octopus”: è favoloso! Accanto al Molyvos potete trovare un piccolissimo grazioso negozio specializzato in addobbi natalizi dove anche ad agosto è possibile comperare il puntale per l'albero. Il ristorante si trova secondo me in una posizione strategica ed avete solamente l'imbarazzo della scelta per la passeggiata del dopo pranzo: in 10 minuti di camminata è possibile arrivare a Times Square o Central Park oppure La Fift Ave. con i suoi negozi spettacolari (Tiffany prima di tutto, ma anche un salto da FAO Schwarz per tornare bambini tra montagne di giocattoli è un'occasione da non perdere). Sempre in zona c'è Wolf's (41W. 57th St. -bet.5th & 6th Aves. - 212-888-4100) dove potrete gustare dei giganteschi e gustosi sandwiches ed altre delicatessen a prezzi ragionevoli, mi raccomando provate il Pastrami Sanwich. Dalle parti del Grand Central Terminal, al cui interno si trova il famoso Grand Terminal Oyster Bar popolare ristorante per soddisfare ogni gusto, si mangiano le più buone aragoste della città': prenotate un tavolo al Docks Oyster Bar (633 Third Ave. and 40th St., 212-986-8080). E' un locale molto carino ed arredato con gusto con un caratteristico bar centrale. Infine vicinissimo al Flatiron building c'è Lola (30w 22nd street -212-675-6700) dove durante il fine settimana e solamente su prenotazione si può gustare un ottimo brunch american caraibico, banana fritta salata tanto per fare un esempio, accompagnato da un'eccezionale musica gospel dal vivo. Veramente imperdibile! Spero di avervi fatto almeno venire fame!! Enjoy New York