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LOWER CREEK FALLS  

 
 

Le cascate del Calf Creek sono sicuramente da annoverare tra i segreti meglio custoditi dello Utah meridionale, una gemma nascosta tra le pareti ombrose del Calf Creek Canyon.

Questo è un fatto strano se si considera che il trail che conduce alle cascate non presenta particolari difficoltà,  se non quella di essere di media lunghezza (8,8 km tra andata e ritorno) e di avere alcuni tratti su sabbia che rallentano la marcia, e può essere quindi affrontato da chiunque sia in una normale forma fisica.

Nonostante le cascate siano a solo 300 metri dalla strada, la magnifica e panoramica UT 12 che collega la piccola cittadina di Escalante con il Bryce Canyon e con Boulder dipanandosi tra dune pietrificate e canyon lussureggianti, per poterle raggiungere è necessario percorrere il sentiero di 4,4 chilometri che parte dal campeggio della BLM Calf Creek Recreation Area, l'unico punto in cui le pareti del canyon scendono al livello del torrente e rendono quindi possibile l'accesso.

La Recreation Area è ben segnalata ed è attrezzata con tutte le strutture che consentirebbero anche una sosta prolungata: un'area di parcheggio per le autovetture, bagni e, a poca distanza dal campeggio, tavoli e griglie per pic nic.

Una volta parcheggiata la macchina, e pagati i 5$ per poter accedere all'area, si ritira una piccola guida che segnala alcuni punti di interesse che si incontreranno lungo il percorso e si può finalmente intraprendere il cammino.

Il sentiero, che segue il corso del Calf Creek, un fiumiciattolo che poi confluisce nell'Escalante River un miglio più a sud, è ben tracciato e, a parte un paio di brevi ma ripidi passaggi, si cammina quasi sempre in piano.

Le uniche difficoltà sono da imputare al fondo sabbioso che rallenta la marcia in lunghi tratti del percorso ed alla quasi totale assenza di zone ombrose per ripararsi dal sole.

L'intero tragitto, che si può completare in 3-4 ore (andata e ritorno), si sviluppa sul fondo del canyon, serpeggiando tra gli arbusti e la scarsa vegetazione del deserto, e consente anche di ammirare alcuni siti archeologici di straordinario interesse: due granai di epoca Anasazi ed una serie di scritture rupestri che risalgono addirittura all'epoca Fremont.
Poi, non appena superato un canyon laterale, improvvisamente il Calf Creek Canyon si restringe e si entra in una parte del percorso caratterizzata da un incremento di vegetazione ad alto fusto e, ovviamente, di ombra,  un vero sollievo per le stanche ed accaldate membra dell'hiker europeo abituato a ben altri climi.
Da questo punto solo un miglio vi separa ormai dalle cascate.
Che sono veramente incantevoli: il Calf Creek, dall'alto di una parete di Navajo Sandstone, si tuffa in una piscina di acqua cristallina e limpida, mentre arcobaleni di alghe blu, verdi e arancioni rilucono tra le rocce alla base della cascata, bassorilievi ricamati su un magico portale che si apre su mondi più belli.

E tutto intorno un'oasi fresca di piante frondose e muschi, un vero paradiso, soprattutto dopo aver camminato per oltre 1 ora nel caldo torrido di agosto (come è successo a me e mia moglie).

Non aspettatevi di incontrare molta gente lungo il percorso, sarà più facile piuttosto imbattersi in qualche animale tanto la zona è tranquilla e poco frequentata (io e Cristina ci siamo visti attraversare la strada da un piccolo serpente a sonagli!!), e portate con voi almeno un gallone di acqua a testa oltre che, ovviamente, crema solare ed un cappello per difendersi dai raggi del sole.