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FOTOGRAFARE THE WAVE |
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Sono veramente innumerevoli le opportunità fotografiche che il Colorado Plateau regala agli occhi e alle menti pronte a saperle riconoscere, tanto che si potrebbe affermare che dietro ogni curva, ad ogni ansa di fiume, tra i golfi d'ombra e di luce di un canyon apparentemente anonimo, riposi una nuova visione pronta ad essere rivelata. Eppure esistono luoghi che assurgono allo statuto di icone, come se riassumessero quanto di meglio si possa trovare ed inventare da un punto di vista fotografico, come ad esempio la Monument Valley, Antelope Canyon, il Grand Canyon, Zion e, in anni più recenti, le Coyote Buttes, una delle aree più suggestive della Paria Canyon – Vermillion Cliffs Wilderness, al cui interno è incastonata una gemma di rara bellezza, The Wave. Impossibile non essere d'accordo: The Wave è un’onda, un’onda perfetta scavata nella roccia, fasci di muscoli pietrificati ed esposti al sole, al dolore delle stagioni, filamenti paralleli di stelle comete, scie iridescenti di astri sconosciuti. Ma arrivare a The Wave non è semplicissimo, sia perché bisogna attraversare un'area selvaggia e remota senza alcun sentiero tracciato, guidati solo dal proprio senso dell’orientamento e da pochi riferimenti visivi (una collina, una fenditura nella roccia, un albero), e sia perché l'accesso alle Coyote Buttes è rigidamente regolamentato e controllato. Dal 1997 vengono infatti concessi un numero massimo di 20 permessi di accesso al giorno, 10 per le South Coyote Buttes e 10 per le North Coyote Buttes, ed è proprio quest'ultima l'area da cui è possibile raggiungere The Wave.
Anche se, ad onor del vero, esiste un altro modo per ottenere il permesso. Ogni giorno i ranger della Paria Contact Station mettono a disposizione altri 4 ulteriori permessi che sono utilizzabili per il giorno successivo, e li distribuiscono con un criterio molto semplice: a partire dall'orario di apertura della stazione, e fino ad esaurimento, vengono rilasciati alle persone che si presentano personalmente alla stazione, per la serie “chi prima arriva...” Nel caso in cui ci siano contemporaneamente presenti più di quattro persone che ne facciano richiesta, allora i permessi verranno assegnati in seguito ad una estrazione casuale tra i presenti, una specie di piccola lotteria al cardiopalmo organizzata dai rangers stessi. Durante i mesi più caldi (specialmente luglio ed agosto) non è difficile procurarsi il permesso in questo modo, raramente ho visto più di una o due persone farne richiesta, anche se negli ultimi tempi la popolarità di The Wave sta crescendo in modo esponenziale e quindi dubito che sarà sempre così. Durante gli altri mesi invece è effettivamente più difficoltoso, aspettatevi quindi di trovare più di quattro persone in attesa all'orario di apertura della stazione dei ranger e siate pronti a sottoporvi al rito della lotteria per l'assegnazione dei permessi.
Come arrivare
Per raggiungere il Wire Pass Trailhead, da cui parte il trail che conduce sia al Buckskin Gulch che alle North Coyote Buttes, bisogna prima percorrere una breve sterrata che però è un po' difficoltosa da individuare.
Non appena avrete superato il milepost 26 fate molta attenzione alla vostra sinistra e vedrete una strada sterrata proprio in prossimità del punto in cui la strada principale effettua invece un ampio curvone a destra: è la BLM 700, meglio conosciuta come House Rock Valley Road, una strada solitamente ben mantenuta e che può essere percorsa anche dalle normali autovetture, ma solo in condizioni di asciutto. Se minaccia pioggia il consiglio è quello di evitare di avventurarsi e di procurarsi invece una 4 ruote motrici high clearance. Dopo aver percorso all'incirca 8 miglia arriverete al parcheggio del Wire Pass Trailhead, un ampio spiazzo alla vostra destra facilmente individuabile anche per la presenza di una toilette. Da qui la distanza che vi separa da The Wave è di 3 miglia. Io e Cristina impieghiamo circa un'ora a coprire questa distanza, ma è anche vero che oramai conosciamo la strada abbastanza bene e quindi questo agevola sicuramente la nostra velocità di marcia. Per chi si reca a The Wave per la prima volta direi che non è esagerato preventivare un tempo di percorrenza di 1,5 – 2 ore, soprattutto perché ogni tanto bisogna fermarsi qualche istante, non solo per individuare i punti di riferimento che vi condurranno a The Wave, ma anche per memorizzare quelli che vi permetteranno poi di effettuare il percorso a ritroso. In generale non è così difficoltoso localizzare The Wave, ci sono alcuni evidenti punti di riferimento che guidano il nostro cammino e che vengono anche ben spiegati (addirittura con un supporto fotografico) alla Paria Contact Station, però è uno di quei percorsi in cui l'utilizzo di una unità GPS potrebbe rivelarsi utile, soprattutto per il fotografo che intende trattenersi fino al tramonto e pertanto sarà costretto ad effettuare il percorso di rientro nell'oscurità, un percorso che, a differenza di quello di andata, non ha dei punti di riferimento così facilmente individuabili. Consiglio pertanto vivamente a tutti quelli che non sono dotati di un GPS, di voltarsi indietro ad intervalli regolari durante il tragitto di andata, in modo tale da memorizzare o addirittura segnare su un foglio tutti quei riferimenti visivi che gli permetteranno poi di ripercorrere il tragitto a ritroso. Dal Wire Pass Trailhead bisogna seguire il corso del wash asciutto finché non troverete, alla vostra destra, una vecchia pista per jeep che si inerpica su una scarpata: percorretela interamente (è molto breve ma molto ripida), finché non arriverete in cima ad un altopiano in cui comincerà invece un trail ben segnato e sabbioso. Fate molta attenzione a non perdere la pista per jeep. Infatti fino un paio di anni fa, in prossimità del bivio, c'era un cartello segnaletico che indicava la direzione per il Buckskin Gulch e quindi la vecchia pista era facilmente individuabile, ma adesso questo cartello è stato tolto e capita spesso che le persone proseguano nel wash asciutto fino all'imbocco del Wire Pass, uno slot canyon il cui attraversamento permette di accedere al Buckskin Gulch. Nel caso che questo capiti anche a voi, basterà semplicemente tornare indietro, senza però rinunciare (dal momento che siete già lì!) di dare una occhiatina a questo slot e, perché no!!, mettere magari un piede nel Buckskin. Ma torniamo sull'altopiano e al trail sabbioso. Lo dovrete percorrere finché non arrivate in prossimità di un'altro wash asciutto che si trova proprio ai piedi di una catena di collinette rocciose: siete arrivati alle Coyote Buttes e adesso dovrete oltrepassarle. Cercate di individuare il punto di accesso che vi consente di arrampicarvi sulla loro sommità con maggiore facilità, è una specie di “scalinata” naturale facilmente localizzabile alla vostra sinistra, proprio là dove le colline di roccia sono meno alte rispetto a quelle che sovrastano la vostra visuale frontale.
Molto presto individuerete davanti a voi una coppia di rocce a forma di cono, come delle gobbe di un cammello, dirigetevi direttamente verso di loro mantenendovi sempre bene in alto sul pendio e, una volta che le avrete raggiunte, oltrepassatele poi alla loro sinistra. A questo punto, dopo pochi minuti di cammino sempre bene in alto ed in costa, riuscirete finalmente a vedere davanti a voi Top Rock, la cresta montuosa sotto cui si nasconde The Wave. Top Rock sarà facilmente individuabile perché alla sua sommità c'è una evidente spaccatura nera che la percorre per una parte del suo fianco. Una volta localizzata Top Rock dovrete tenerla come punto di riferimento e dirigervi verso di lei, finché non arriverete ad un piccolo promontorio di roccia le cui striature ricordano vagamente quelle ben più stupefacenti che troverete a The Wave: sotto di voi vedrete un altro wash secco, questa volta dalle dimensioni abbastanza rilevanti, scendete ed attraversatelo, dirigendovi poi verso un albero isolato che si trova ai piedi della parete di roccia su cui svetta Top Rock. Oramai siete quasi arrivati! L'ultimo (ma terribile) sforzo, sarà quello di arrampicarvi sulla duna sabbiosa che riposa dietro l'albero, adagiata proprio alla parete rocciosa. Dopo poche decine di metri arriverete all'entrata del giardino incantato, nel regno della meraviglie: siete finalmente arrivati a The Wave! Il percorso per arrivare a The Wave può essere molto faticoso, sia per la presenza di tratti sabbiosi che rallentano la marcia che per l'effettiva difficoltà di dover camminare quasi sempre sulla parte più ripida del pendio delle Coyote Buttes. Se poi viene effettuato durante le ore più calde della giornata può diventare addirittura massacrante per chi non fosse in buona forma fisica. Consiglio vivamente di intraprendere il cammino nelle prime ore del mattino, di portare con sé almeno 1 gallone di acqua a testa e di consumare cibi salati o integratori alimentari (anche sotto forma di bevanda) per compensare l'inevitabile perdita di elettroliti.
Come fotografare
Una volta arrivati a The Wave vorrei che prima di cominciare subito a fotografare, che sarà una tentazione molto molto forte!!, vi fermaste un momento, dimentichi di tutto. Dimenticatevi di voi stessi soprattutto, che non ci sia più pensiero, emozione, sudore o carne, ed inalate invece la roccia che scorre e si liquefa intorno a voi - polmoni roccia, sangue roccia - abbandonatevi nello smemoramento di sé – la roccia entra nelle vene e sul per il naso e paralizza – e poi, senza nessuna esitazione, raggrumatevi in roccia, perché qui siete al centro del creato, là dove le leggende e le sfere si incontrano. E solo allora, con i vostri nuovi occhi di roccia, cominciate a fotografare. Prima di tutto lasciatemi dire che è possibile fotografare The Wave in qualsiasi momento della giornata, anche se l'alternanza di ombre e luci muta considerevolmente con il passare delle ore, ma sono talmente tante le occasioni fotografiche e le composizioni possibili che si possono ottenere immagini straordinarie ad ogni ora del giorno. Pertanto mi limiterò a darvi solo qualche informazione di carattere generale. Alcune delle formazioni e delle striature di roccia multicolore che si trovano alla destra del corridoio principale che conduce a The Wave, sarebbe meglio fotografarle al mattino presto. The Wave invece può essere fotografata dalla tarda mattinata e fino alle prime ore del pomeriggio, tenendo però ben presente che, mano a mano che il pomeriggio avanza, la parte centrale di The Wave sarà parzialmente in ombra, causando così qualche problema nella gestione dei contrasti. A pomeriggio inoltrato, quando la zona d'ombra raggiungerà la sua massima estensione, cercare di controllare i contrasti potrebbe essere più semplice, io comunque vi consiglio di evitare composizioni in cui si alternino zone d'ombra a zone di luce se non volete poi rischiare di avere parecchie immagini inutilizzabili a causa di problemi di esposizione. Per il resto date libero sfogo al vostro istinto creativo, utilizzate tutte le ottiche in vostro possesso nella ricerca delle composizioni più ardite e portatevi soprattutto dietro parecchia pellicola (o tante card di memoria se scattate in digitale), perché vedrete che la vostra creatività sarà stimolata come non mai e, soprattutto, non avrete una seconda occasione di tornare a The Wave a breve termine, a meno che non abbiate prenotato anche per il giorno dopo. Personalmente non abbiamo mai utilizzato nessun tipo di filtro per fotografare The Wave, e non ne abbiamo mai nemmeno sentito la necessità, è corretto però informarvi che alcuni consigliano l'utilizzo di un filtro polarizzatore oppure di un filtro graduato ND, quest'ultimo con lo scopo di mantenere il colore del cielo su livelli accettabili di intensità quando si fotografa il corridoio di The Wave dall'alto. Un ultimo consiglio: non limitatevi solamente a fotografare The Wave, ma vi invito ad esplorare l'area che la circonda. Sarete così deliziati dalla scoperta di straordinarie formazioni rocciose e di impreviste opportunità fotografiche, come quel sorprendente doppio vortice di roccia scolpita e levigata dal vento, una vera e propria rampa di lancio per le stelle, che molti chiamano The Second Wave. Per individuarla basta che, lasciandovi The Wave alle spalle, risaliate per alcuni metri verso la spaccatura nella parete di Top Rock, finché non vedrete alla vostra destra un piccolo pianoro con alcune formazioni rocciose dalle forme ed i colori più bizzarri e che vengono chiamate “brain rocks”. Continuate a camminare su questo pianoro sempre in direzione sud-ovest per circa 200 metri, finché non incontrerete un piccolo pendio caratterizzato da ampie striature diagonali: aggiratelo allora sulla sinistra e sarete così arrivati a The Second Wave. Questa suggestiva formazione rocciosa, essendo caratterizzata da colori più chiari rispetto a The Wave, può essere fotografata con buoni risultati solo nel tardo pomeriggio, quando la luce è più calda ed intensa, il che ne fa una meta ideale da raggiungere non appena avrete finito di riprendere The Wave, a perfetto coronamento di una intensissima ed indimenticabile giornata fotografica.
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