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Joe Di Maggio, nacque nel 1914 a Martinez, un piccolo villaggio di pescatori in California, in una
numerosa famiglia di emigranti siciliani (cinque maschi e quattro
femmine) e crebbe a North Beach, la Little Italy di San Francisco
dove i genitori gestivano un ristorante. Anche i suoi fratelli
avevano il baseball nel sangue: due fratelli di Joe, Dominic e
Vincent, hanno giocato in squadre della Major League. Di Maggio
aveva costruito la sua carriera con gli Yankees, la squadra storica
di New York con cui era rimasto dal 1936 fino
alla
pensione nel 1951.Fu nel gennaio 1954 che la fama del popolarissimo
americano Joe Di Maggio, dopo l’addio al baseball, raggiunse l’apice.Al
culmine di due anni di frenetico corteggiamento, sposò l’altra
stella cultura pop americana: Marilyn Monroe. Agli esordi di una
promettente carriera, era lei la star più desiderata di Hollywood.
La loro unione fu celebrata davanti al giudice di pace a San
Francisco mentre consumarono la luna di miele in un modesto motel da
sei dollari a notte. Joe lo scelse perché "aveva la televisione".
Mentre per gli americani Joe era già la leggenda del baseball, il
resto del mondo si preparava ad accettarlo come l’ex marito della
Monroe. La sua tormentata storia d’amore si concluse nove mesi dopo.
Marilyn aveva scoperto che essere sposata a Joe era come vivere con
un mobile: lui era nella stessa stanza ma non riusciva a comunicare.
Divorziarono durante le riprese del film Quando
la moglie è in vacanza. Questa separazione gli spezzò il cuore
spezzato.
Joe non la dimenticò mai e quando Marilyn si
suicidò fu lui ad organizzare il funerale e, fedele al suo codice di
privacy, limitò a 30 il numero di partecipanti. L’ex battitore degli
Yankees da sempre considerato una gloria patria: l’eroe nazionale
dello sport nazionale per eccellenza, fu protagonista indiscusso del
baseball per quasi due decenni, da quando nel 1932 aveva cominciato
a giocare con la Pacific C League a quando nel 1951, ad appena 37
anni, aveva appeso mazza e guantone al chiodo. Quattro anni dopo era
stato eletto nella Baseball Hall of Fame, l’albo dei grandi
giocatori di tutti i tempi. Soprannominato "Joltin" Joe o "Yankee
Clipper" dai giornali, la sua figura elegante e dinoccolata aveva
ispirato letterati e cantautori.
Ernest Hemingway lo aveva immortalato ne Il
vecchio e il mare. Paul Simon e Art Garfunkel avevano pensato a lui
scrivendo Mrs. Robinson, il brano di Paul Simon e Art Garfunkel che
nel 1967 aveva fatto da colonna sonora al film Il laureato. «Where
have you gone Joe di Maggio? A nation turns its lonely eyes to you»,
avevano inneggiato Simon e Garfunkel quando la fama di "Joltin" Joe
era ormai da tre decenni iscritta nel mito.
Fin dal 1936 i suoi trionfi sono sempre stati i
risultati di meritate battaglie sui campi di gioco e così fino alla
fine dei suoi giorni «Joe, grande gentiluomo in campo e fuori, ha
lottato con il male con la stessa tenacia con cui giocava a
baseball». Così ha commentato la scomparsa dell’ex campione il suo
legale Morris Engelberg.
Alle richieste di un Cerimoniere della Casa
Bianca l’Imperatore giapponese Akahito rispose facendo un solo nome
di celebrità che avrebbe voluto invitare a un banchetto di gala in
suo onore. In una scuola di Cincinnati fu chiesto di nominare il più
grande americano di tutti i tempi, il padre della patria George
Washington arrivò secondo.
L’intramontabile battitore degli Yankees ha
lottato fino allo stremo: poche ore dopo esser dato per morto, era
uscito dal coma sorprendendo familiari e dottori. Guardando la TV
dal suo letto di ospedale Joe aveva appreso di esser stato dato in
fin di vita. Così, due giorni dopo essersi ripreso, le sue prime
parole erano state per chiedere ai medici il silenzio stampa. «Gli
abbiamo permesso di parlare ed era molto arrabbiato. Ci ha detto:
basta con i contatti con i giornalisti», aveva dichiarato il dottor
Barron.
L’ex campione era stato dimesso a metà gennaio.
«Non vede l’ora di esser presente alla partita degli Yankees che
aprirà il campionato in aprile», aveva annunciato l’avvocato
Engleberg.
Da più di quattro mesi Di Maggio si ritrovò a
giocare l’ultima partita. Fu l’unico avversario che non riuscì a
sconfiggere. L’unica sconfitta Questa è stata una partita che ha
segnato una sconfitta: "New York, nella sua casa di Hollywood in
Florida dopo una lunga battaglia contro il cancro Joe Di Maggio, il
mito del baseball, all’età di 84 muore. Accanto e lui il fratello
Dominik, due nipoti, l’amico Joe Nacchio e il suo avvocato... |