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MITI AMERICANI

 
  JAMES DEAN  
 

Fiumi di inchiostro a base di presunte scoperte giornalistico-psicologiche e giudizi contrastanti sulla sua arte, sono stati versati dopo la morte di James Byron Dean per commentare, per cercare di spiegare la sua breve vita e il successo ottenuto con tre soli film importanti. Introverso, timido, infelice, segnato dalla morte della madre, poi del padre, sempre innamorato delle partners femminili, qualcuno disse poi “anche” o solo maschili, viziato, geniale, espressivo come una rapa sono solo alcuni dei giudizi, ma dopo quarantasette anni dalla morte ciclicamente si torna a parlare di lui. Nel 1998, durante il festival torinese del cinema gay, sono stati presentati i suoi tre unici film, quando è morto solo il primo, La valle dell'Eden, era in distribuzione, e i telefilm da lui girati, facendolo diventare un mito omosessuale.
Ripercorriamo insieme le tappe dei suoi ventiquattro anni di vita.
Nasce a Marion, nell'Indiana, da genitori quaccheri. La madre, una donna dolce, fantasiosa, tutta dedita a questo unico figlio, muore quando il piccolo ha sei anni, qualche biografia riporta nove. James è affidato ad una coppia di zii, Marius e Ortense, e va a vivere a Fairmount. Alcune biografie riportano anche un periodo in collegio, si parla di un rapporto conflittuale con il padre. Studente "irregolare", eccelle più nello sport che nelle materie classiche, è discontinuo anche nel frequentare l'Actor's Studio. Tra il 1947 e il 1951 prende parte  una trentina di spettacoli televisivi, poi ha qualche particina cinematografica. A scoprirlo è Elia Kazan che lo vede recitare a teatro in L'immoralista di Gide, dove interpreta un malvagio omosessuale. Lo vede e lo sceglie, poiché è "Cal in persona", e gli affida la parte del ragazzo terribile in La valle dell'Eden. Segue Gioventù bruciata ed è ancora un ruolo autobiografico, dicono i critici, poiché interpreta, come nel primo, un arrabbiato cronico, ribelle. Il ragazzo ha un pessimo carattere, lo dicono tutti, s'innamora delle partner femminili, dà loro il tormento. Qualcuno ora dice che le passioni per Natalie Wood, Elizabeth Taylor, Ursula Andress e Annamaria Pierangeli furono pietose bugie per non farlo mettere l bando dall'America bacchettona di quei tempi, ma è un fatto che quando la Pierangeli tronca bruscamente la loro relazione per sposare Vic Damone, il giorno delle nozze lui si presenta e per tutta la cerimonia resta davanti alla chiesa, in sella alla sua moto. Perché lo lasciano? Per il suo carattere impossibile, nevrotico. Grande attore o no? Non lo si saprà mai perché, come dicono i critici, solo nella  parte finale del Gigante non ha recitato se stesso, le proprie nevrosi. Sembra assodato che frequentasse locali gay, che avesse tendenze furiosamente masochiste, che si stendesse spesso in una bara, che bevesse in modo smodato e facesse uso di droghe, anche se qualcuno dice che era il suo modo "per entrare nel personaggio". Qualcuno dice che avesse uno sguardo molto dolce, qualcun altro ribatte che era semplicemente cieco come una talpa, c'è chi dice che l'unica donna della sua vita sia stata Lana Turner, il suo vero ideale di donna che, diceva, era dolce e sfortunata come sua madre.
Il 30 settembre del 1955 James Byron Dean si sfracella con la sua Porsche Spyder 550 metallizzata pagata quattro milioni di lire, una fortuna per quel tempo, comperata pochi giorni prima.
Com’era James Dean Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Più che introverso per timidezza era introverso perché fondamentalmente e profondamente diffidente nei confronti degli altri e del mondo. Era un pessimista senza speranza, complessato per la bassa statura, afflitto da mania di persecuzione. Egocentrico, pigro, avaro nei sentimenti e con i quattrini se non per gratificare se stesso, animato da perenne spirito di contraddizione, critico verso tutto e verso tutti ma con idee tutt’altro che lucide per correggere ciò che secondo lui non andava. Ambiziosissimo, pedantissimo e mancante di ironia, totalmente sprovvisto di autoironia, facile a fanatizzarsi e a cambiare idea, aveva in sé in sacro fuoco dell’arte come indica lo splendido trigono tra Venere e Nettuno. Tendeva all'euforia  e a crisi depressive, era istericamente violento, esitante, precipitoso, confuso e testardi, autolesionista e sadico... insomma James racchiudeva in sé un intero trattato di patologie mentali.
Sarà stato condizionato dalla morte della madre e dalle incomprensioni con il padre, complessato dalla bassa statura, un metro e sessantatré, ma si può dire senza tema di smentita che queste vicende hanno trovato terreno fertile nella sua personalità contraddittoria.
Quanto all’omosessualità, Dean era ambiguo in ogni espressione, era un moralista bacchettone e contemporaneamente uno spregiudicato, un amorale. Essendo “castrato” fin nel midollo, debole e masochista, tutte le voci possono essere accreditate. Inoltre, non è un pettegolezzo la sua avversione per l’acqua. Secondo alcuni puzzava come un caprone perché non si lavava e non si cambiava per mesi e mesi. E’ un vezzo che si ritrova spesso in chi possiede pianeti in Capricorno-Cancro.

30 settembre 1955
Alle ore 17,35 viene fermato, multato di 20 dollari per guida pericolosa e per eccesso di velocità, alle 17,49 muore in uno scontro.
C’è chi parla di un tragico incidente e chi parla di un suicidio: l’astrologia cosa dice?
James Dean era più confuso e in fase ribelle-polemico-provocatoria che mai, più che mai incline agli eccessi e all’audacia spericolata. L’incidente fu provocato dalla sua distrazione, dalle sue non perfette condizioni psico-fisiche, non fu un atto volontario di autoeliminazione. In poche parole: niente suicidio.
CURIOSITA’: si racconta un aneddoto a proposito di Dean e della sua automobile. Una settimana prima dell’incidente James incontrò in un ristorante di Los Angeles il grande attore Alec Guinness. James volle a tutti i costi mostrargli la sua automobile nuova, parcheggiata fuori del ristorante, ancora tutta infiocchettata. Guinness si complimentò genericamente con il giovane attore, ammirò l’automobile e gli consigliò di rispedirla al concessionario senza usarla. Dean rise e Guinness seccato gli disse che se l’avesse usata non sarebbe vissuto oltre una settimana. Era il 23 settembre 1955. Ma niente niente che Alec Guinness “menasse gramo”? Non abbiamo elementi per dirlo, comunque in questo caso lo si può escludere, perché il nostro giovanotto era programmato per non arrivare alla maturità. (Antonia Bonomi)