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NBA - STORIA

 

 

La NBA ha festeggiato nella stagione 1996-97 il suo 50° anniversario con la partita tra i New York Knicks contro i Toronto Raptors in casa di questi ultimi. Toronto fu la sede della prima partita, disputatasi nel 1° novembre di cinquanta anni prima, tra i Toronto Huskies e i Knickerbockers nell'arena di Maple Leaf Gardens. Più di settemila spettatori assistettero alla partita. Ed erano molti vista la grande popolarità che godeva l'hockey prima di quel giorno. La partita fu vinta dalla compagine newyorkese con il punteggio di 68 a 66, ma di questo match non è certo importante il risultato. La pallacanestro giocata a quell'epoca era veramente diversa e nulla aveva a che fare con il basket moderno. Non cera la linea del tiro da tre punti e neanche venivano posti limiti temporali all'azione d'attacco. Oggi, con la regola dei ventiquattro secondi il gioco si è enormemente velocizzato permettendo profonde trasformazioni rispetto ai parametri tecnici e fisici della pallacanestro della preistoria, dei tempi cioè della nascita della NBA stessa.
Era la prima metà del 1946 quando i proprietari delle più grandi arene degli Stati Uniti si incontrarono a New York per vagliare la possibilità di utilizzare le loro importanti e capienti strutture per il gioco del basket. La personalità trainante fu il proprietario del Madison Square Garden di New York, Ned Irish, che aveva già sperimentato le potenzialità di pubblico enormi di questo sport ospitando nella sua arena la squadra universitaria della città.
La seconda guerra mondiale era finita e l'America, in stato di relativa ricchezza economica era pronta, secondo questi signori, agli investimenti nello sport e nell'intrattenimento di massa. Avevano ragione e di lì a pochi anni la NBA vide un'espansione così grande che nessuno di loro avrebbe mai potuto aspettarsi.
Nell'ormai storico incontro del 46 di New York undici squadre vennero inserite in una lega ripartita in due grandi divisioni: East e West.
Ognuna di queste squadre doveva versare una somma di diecimila dollari. Le somme versate sono servite a creare una federazione attiva nella promozione e nella regolamentazione del campionato che di lì a tre anni venne nominata National Basketball Association, superato il primo termine di Basketball Association of America.
Le regole del nuovo campionato ricalcavano fedelmente le regole in uso nei college universitari, con alcune differenze atte a migliorare ed a rendere più spettacolare il gioco: partite più lunghe (introdotti i 4 quarti da 12 minuti) e proibizione della difesa a zona. Questa regola in verità è oggi valida per tutta la pallacanestro europea. Molti interpreti del basket pensano infatti che proibire le difese a zona in Italia e nel resto d'Europa renderebbe meno visibile il gap tecnico e fisico che esiste tra i due mondi. Ma questo è fantabasket.

Fatta la lega, bisognava fare i giocatori. A Providence reclutarono in massa dal college dell'omonimo stato, altre squadre, come Pittsburg, indirono selezioni con centinaia di partecipanti. Anche la stessa New York si procurò una squadra tra i giocatori di college. La pallacanestro non era ancora professionistica, visti gli stipendi relativamente bassi (attorno ai tremila dollari per stagione). Così i giocatori continuavano a coltivare altri interessi per motivi di ordine economico.
Così in pochi mesi furono istituiti in ogni città a cui una squadra apparteneva programmi di allenamento per portare le squadre ad essere competitive. In un clima a metà tra lo sport amatoriale e il nascente professionismo si arriva alla storica data di Toronto.
Opinione comune dell'epoca era considerare non fattibili ed eccessivamente ottimistici i piani degli undici proprietari, ma nessuno poteva aspettarsi, nel giro di qualche decina di anni, una NBA con 29 squadre iscritte ed interessi economici da capogiro. L'organizzazione di Toronto cercò con tutte le maniere di pubblicizzare la partita con un'immagine rimasta nella storia: la caricatura di Gorge Nostrand, pivot di due metri e dieci con l'iscrizione chi è più alto di lui entra gratis nell'arena. Fu un successo, più di settemila spettatori come detto, che però probabilmente poco capirono della partita, perché le regole del basket erano sconosciute ai canadesi. Schectman fu il primo marcatore dell'incontro e della storia della NBA; i Knicks, con i quali Schectman giocava, vinsero dopo aver condotto per tutta la partita.
La stagione fu vinta dai Washington Capitols, guidati dal mitico coach Red Auerbach, veramente il primo grande allenatore della pallacanestro mondiale.
Quel novembre del 1946 era destinato a rimanere per sempre nella storia della pallacanestro e dello sport: cominciava la gloriosa era del basket americano. Da quel giorno, da quel mese lo sport cestistico è divenuto tra i più popolari ed entusiasma oggi milioni e milioni di appassionat
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